RIASSETTO MACCHINA AMMINISTRATIVA, NO DI ITALIA VIVA E SINDACATI

Da anni si parla di riorganizzazione della macchina amministrativa comunale, spina dorsale di ogni amministrazione. Ma il riassetto della burocrazia di palazzo San Francesco, tra auspici, progetti, promesse e desideri personali di carriera e soldi, resta impresa piena di difficoltà e di insidie. La revisione della macchina comunale è operazione con la quale ora si cimenta anche l’amministrazione Casini. E le critiche e le riserve sono già sul tavolo del sindaco. I sindacati hanno già bollato l’operazione come un “colpo di mano” autentico, utile solo ad accontentare qualche dipendente. Secondo i sindacati la delibera di giunta, preparata in maniera unilaterale, sottrarrebbe risorse economiche, consistenti in 50mila euro ed altri 27mila euro già previsti, dal fondo decentrato per il personale allo scopo di trovare una copertura per le retribuzioni di dieci posizioni organizzative, che nelle intenzioni dell’amministrazione comunale supporteranno l’azione dei dirigenti nel rendere la macchina amministrativa più spedita ed efficiente. Figure che saranno individuate dagli stessi dirigenti e dal segretario generale del Comune. E nella delibera “incriminata”, sindaco ed esecutivo puntano l’indice proprio sul mancato accordo con i sindacati, rilevando la pericolosa situazione stagnante da tempo che già ha avuto pesanti ripercussioni sull’efficienza del funzionamento degli uffici. “Il mancato accordo sta creando un oggettivo pregiudizio alla funzionalità dell’azione amministrativa minandone il buon andamento e l’organizzazione dell’apparato amministrativo peraltro connotato da due sole figure dirigenziali”, si legge nella delibera. “ e il protrarsi delle trattative può ingenerare anche problemi finanziario – contabili di un certo rilievo”, ragioni che hanno convinto gli amministratori ad assumere l’atto unilateralmente senza l’accordo sindacale. E ora proprio i sindacati annunciano battaglia pronti a dichiarare lo stato di agitazione dei dipendenti e a rivolgersi al prefetto, accusando la giunta di comportamento antisindacale. Sempre secondo i sindacati le giustificazioni del sindaco sarebbero pretestuose perché la situazione di emergenza esposta dal Comune costretto a lavorare senza Peo, andrebbe avanti da diversi anni. E non è possibile che si decida di destinare a dieci persone quasi il 25 per cento dell’importo totale riservato ai 160 dipendenti che conta il Comune. Sul riassetto della burocrazia comunale piovono critiche anche dal neonato gruppo di opposizione Italia Viva, guidato da Fabio Pingue. Il capogruppo e l’altro consigliere Francesco Perrotta chiedono l’immediato ritiro “in autotutela” della delibera. “Il tentativo di far passare l’assegnazione di qualche posizione organizzativa, per una riorganizzazione dell’ente, è espediente di bassissimo livello che nasconde una triste realtà, quella di evitare in modo goffo ed affannoso una vera e propria fuga dal palazzo”, affermano Fabio Pingue e Francesco Perrotta. “L’amministrazione dimostri il buon senso di equilibrare le posizioni apicali con le Peo, evitando di portare avanti un atto miope per il funzionamento della nostra struttura amministrativa. La sua attuazione sarebbe l’ennesimo colpo ad una macchina ormai senza anima e prospettive” chiedono i neorenziani che marchiano a fuoco la decisione dell’amministrazione comunale di “fake-delibera” e ritengono ormai tardiva l’azione di riassetto della burocrazia comunale. “Una furberia provincialotta da lasciare in eredità alla prossima amministrazione comunale – accusa Italia Viva – un atto di disonestà intellettuale, oltre che di totale mancanza di cultura di governo”.



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