CIRCOLO PD COMMISSARIATO, GLI EX DEL DIRETTIVO CONTRO GRUPPO CONSILIARE

Escono allo scoperto i cinque ex componenti del direttivo del Circolo Pd sulmonese, prendendo le distanze dal gruppo consiliare e dall’attacco venuto ieri ai vertici provinciali e regionali di partito che hanno deciso il commissariamento del circolo per riproporsi come interlocutori per l’intero centrosinistra cittadino ma glissando su fatti gravi quali quelli che riguardano un segretario provinciale finito sotto processo per reati ipotizzati sulla vicenda dei lavori nello stadio di Capistrello. Un Pd che voglia rinnovarsi, sorvolando su questi fatti, può solo continuare a perdere consensi e stima da parte degli elettori. Erigersi a difensori d’ufficio, in questi casi, appare davvero controproducente. A parlare sono Teodoro Marini, Carlo Piccone, Antonella Fiordi, Pamela Della Sabina ed Eva D’Alberto che abbandonarono il direttivo dopo la prima seduta che aveva deciso con voto unanime, ufficialmente quindi anche con il loro voto, l’ingresso del Pd nella giunta di salute pubblica. “Prendiamo le distanze sugli argomenti fuorvianti trattati, sui toni e sugli attacchi ingiustificati nei confronti degli organi superiori. La nostra presa di posizione, con le dimissioni, è stato un atto politico, nella conferenza stampa di ieri non si è accennato che il sindaco di Sulmona, il 4 febbraio 2019, si schierò apertamente a favore del candidato di centro destra, Marsilio, mettendo di fatto in crisi la sua maggioranza” affermano i cinque precisando poi che nella giunta di salute pubblica avrebbero dovuto partecipare tutte le componenti di minoranza e non il solo Pd. “Nell’assemblea del venerdì, precedente l’ingresso in giunta dei consiglieri del Pd si parlò di giunta di salute pubblica aperta a tutte le forze del consiglio comunale e che non vedesse la sola presenza del Pd tra le allora diverse componenti politiche della minoranza, con un cronoprogramma stabilito e pubblico e con assessori “super partes” di carattere tecnico e non riconducibili a forze  politiche” chiariscono, osservando che la conferenza stampa di ieri, nella sede del circolo, “poteva anche essere un momento utile per aggiornare i cittadini sui mirabolanti risultati ottenuti dalla loro entrata in maggioranza, dove avranno lasciato la bacchetta magica con la quale in tre mesi avrebbero rivoltato il Comune?”. “Potevano spiegarci il silenzio su lavori pubblici dalla dubbia utilità che stanno cambiando il volto dela nostra città, magari raccontarci di questo grande sforzo, per la sindaca millantato, nella rimozione di una transenna, il punto sulla riorganizzazione della macchina amministrativa per cui ricordiamo che in campagna elettorale si mostravano delibere già pronte per riorganizzare i settori e tutta la struttura comunale, magari spiegarci questa strana tesi per cui dopo aver dato due assessori e garantito il voto di fiducia si sentono ancora forza di minoranza tanto da battibeccare per la poltrona da usare in consiglio” proseguono i dissidenti. “Figuriamoci se potevamo ascoltare un discorso politico, una conferenza stampa incentrata sulle offese del consigliere Di Masci nei confronti dei segretari provinciali e regionali, romanzando su storie che di fatto non hanno nulla di fondato e non interessano la problematica locale ma utili per buttare il tutto in caciara e gettare fango su persone colpevoli sicuramente di lesa maestà” osservano ancora, trascurando però che il segretario provinciale Francesco Piacente, ex vice sindaco nel Comune di Capistrello, è sotto processo per reati gravi: turbativa d’asta, abuso d’ufficio e falso ideologico. “Per ultimo, ma non meno importante, il linguaggio e i toni tenuti che assolutamente non si addicono alla nostra cultura e al modo di intendere la politica e la comunicazione. Noi siamo pronti e ci mettiamo a disposizione delle forze di centro sinistra per un dialogo costruttivo e aperto, finalizzato all’interesse  esclusivo della città, per la costruzione di un laboratorio di idee per la crescita e la salvaguardia del territorio, stanchi di personalismi  in alcuni casi ereditari, obsoleti e soprattutto privi di contenuti per la comunità.Noi ci siamo, noi del Pd ci siamo e lotteremo all’interno del partito che è la nostra casa, che abbiamo costruito, che molti di noi hanno fondato e crediamo fermamente che una comunità in cui le regole che ci si è dati non vengono rispettate è destinata a disgregarsi” concludono Marini, Piccone, Fiordi, Della Sabina e D’Alberto.