ASL CONTINUA A RESPINGERE RICHIESTE PER RIABILITAZIONE, DISABILI PROTESTANO

In rivolta una decina di pazienti disabili, di alcuni comuni del centro Abruzzo, i quali si sarebbero visti respingere dalla Commissione multidimensionale di valutazione della Asl la richiesta per sottoporsi al trattamento di riabilitazione, nonostante avrebbero ottenuto il parere positivo dei medici. “Chiediamo in questa prima fase al manager della Asl di coordinare questo tipo di attività e dinamiche interne all’azienda” ha affermato Catia Puglielli, avvocato in forza al Tribunale dei diritti del malato a Sulmona, la quale, questa mattina, in conferenza stampa, ha illustrato la situazione che sta seguendo da tempo, tanto che in passato ha dato vita ad una vera battaglia.  “Sono tanti i familiari dei pazienti con disabilità che continuano oggi a rivolgersi all’associazione, lamentando questo problema e non riuscendo a capire le motivazioni del rifiuto della Asl alle loro richieste per un trattamento di riabilitazione sollecitato dai medici”, ha proseguito il legale.  In sostanza, la commissione respingerebbe le richieste di coloro che vengono ritenuti fuori setting, cioè che non possono migliorare, con la riabilitazione, nella loro disabilità. “E’ questo il problema di fondo” ha sottolineato la Puglielli, ricordando il caso di un disabile sulmonese il quale, lo scorso maggio, aveva ricevuto dal giudice del Tribunale l’ok al diritto alla terapia riabilitativa, dopo il ricorso d’urgenza presentato perchè aveva dovuto cessare il trattamento, nella struttura semiresidenziale per adulti di San Francesco, essendo stato dichiarato fuori setting. “Abbiamo sempre affermato sulla base di una nostra interpretazione riguardo le norme di riferimento che la riabilitazione è dovuta anche per mantenere la stabilità della disabilità; interpretazione poi supportata dal precedente giudiziario e da una valutazione di un medico nominato dal tribunale” ha detto l’avvocato, precisando che “non vogliamo sostituirci alle valutazioni strettamente sanitarie, ma, prima di ricorrere al Tribunale, sollecitiamo il direttore generale a un coordinamento e alla presenza di un medico durante la riunione di commissione, cosichè possa spiegare il caso di ogni paziente”.

 

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