A CASE PENTE C’È UNA NECROPOLI: RINVENUTE UN CENTINAIO DI TOMBE

Una scoperta sorprendente scuote le fondamenta della comunità sulmonese: quasi un centinaio di tombe risalenti a secoli prima dell’era cristiana sono state portate alla luce durante i lavori di archeologia preventiva nel sito di Case Pente. Questo tesoro archeologico, che abbraccia non solo i resti umani degli antichi Peligni, ma anche una ricca varietà di manufatti tra cui vasi, ornamenti e lance, rappresenta una testimonianza tangibile dell’antica storia e cultura di questa terra.

Tuttavia, la gioia della scoperta è offuscata dalla minaccia imminente: la costruzione della centrale di compressione della Snam, progettata proprio su questo sito ricco di storia. Se il progetto dovesse procedere, il prezioso patrimonio storico e culturale dei Peligni sarebbe per sempre sommerso sotto una colata di cemento, cancellando così una parte importante dell’identità di questa comunità.

L’area di Case Pente non è nuova a controversie riguardanti la sua importanza archeologica. Già nel 2008, la Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo si era opposta al progetto di costruzione di un cementificio proposto da Toto, evidenziando l’unicità e l’importanza del complesso archeologico che si nascondeva sotto la superficie. Tale opposizione era basata sulla consapevolezza che il sito custodisse tracce significative di un insediamento antico, comprese vie di comunicazione, abitazioni e una necropoli.

Anche gli esperti incaricati dalla Snam stessa hanno confermato l’importanza storica del sito, rilevando la presenza di un insediamento che si estende nel tempo e nello spazio, dall’epoca italica a quella romana. Queste testimonianze archeologiche sono preziose non solo per la comunità locale, ma anche per l’intero panorama storico dell’Italia antica.

La protesta dei “Comitati cittadini per l’ambiente” è un grido d’allarme, un appello urgente alla salvaguardia di un patrimonio condiviso. La storia dei Peligni, la loro resistenza contro Roma durante la guerra sociale e il ruolo di Corfinium come capitale della Lega Italica, sono parte integrante dell’identità culturale dell’Italia centrale.

La richiesta rivolta alla politica e alle istituzioni affinché intervengano per proteggere questo sito è giustificata e urgente. È necessario che il Ministero della Cultura e la Soprintendenza Archeologica garantiscano la salvaguardia dell’area di Case Pente, imponendo un vincolo archeologico e vietando qualsiasi alterazione del sito da parte della Snam.

La battaglia per la conservazione di Case Pente non è solo una questione locale, ma una sfida per preservare il nostro passato comune. L’identità e la storia dei Peligni meritano di essere tramandate alle generazioni future, e la protezione di siti archeologici come questo è essenziale per mantenere viva la memoria delle nostre radici.

3 thoughts on “A CASE PENTE C’È UNA NECROPOLI: RINVENUTE UN CENTINAIO DI TOMBE

  • “La richiesta rivolta alla politica e alle istituzioni affinché intervengano” ecc. Ma se sono stati proprio loro a non capire/vedere cosa c’è a case Pente. Ai nostri politici che non rispettano neanche l’orientamento del proprio elettorato e del proprio programna cosa gli importa di un parco archeologico di notevole importanza. Tanto per il momento non si vota.

    • Ma che gli frega a Snam e politici del sito archeologico? Troppi gli interessi e i soldi in ballo.
      Anzi, è pure strano che sia trapelata tale scoperta senza aver sepolto tutto definitivamente, facendo finta di niente

  • Sarà bello avere avere affiancato ad un’area archeologica rilevante, un museo di archeologia industriale di opere inutilizzate.
    Un unico biglietto per due visite, casomai anche “a gratis” e sponsorizzato dalla stessa SNAM.
    Che schifo!!!

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