ORSA PRO NATURA: “IO NON RISCHIO”… E’ SOLO UNA BEFFA

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“Io non rischio”, la campagna di informazione del Dipartimento della Protezione Civile della presidenza del Consiglio dei Ministri, promossa per la prevenzione del rischio sismico e del rischio idrogeologico, nei riguardi della popolazione della Valle Peligna è una beffa”. Non convince infatti l’associazione Orsa Pro Natura Peligna.
“La centrale di compressione di gas metano Snam è stata autorizzata proprio dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. E il metanodotto Sulmona-Foligno è in corso di autorizzazione – ricorda Clotilde Iavarone, presidente dell’associazione – mettere in sicurezza la propria abitazione per prevenire il rischio sismico, fissare alle pareti librerie e armadi, posizionare i letti lontano dalle pareti esterne della casa, porre le pentole all’interno del piano di cottura, allontanarsi da infissi con vetri in caso di terremoto, avere a portata di mano la borsa di primo soccorso e il piano di evacuazione del Comune e le tante norme comportamentali sarebbero vane”. “La Centrale di compressione, oltre a produrre inquinamento certo della nostra atmosfera dovuto a emissioni di ossidi di azoto, monossido di carbonio e polveri sottili, che mineranno la nostra salute, le nostre colture e i nostri monumenti a causa di piogge acide, è stata prevista in una zona a rischio idrogeologico. Infatti le quattro linee parallele, di 470 metri di lunghezza ciascuna, di diametro 120 cm, di pressione 75 bar, collegano la Centrale con le due linee di uguale diametro e pressione provenienti dalla Campochiaro-Sulmona proprio alla base del Vallone di Grascito denominato Vallone dell’Inferno e menzionato come “Vallone di Satanasso” in una Delibera del Comune di Sulmona del 27 giugno 1861, che vietava la sepoltura di cadaveri nel Campo Santo (attuale Cimitero situato a circa 300 metri dalla base del Vallone), a causa di alluvioni provenienti dal Vallone di Satanasso. Che il rischio idrogeologico sia reale lo documenta una scheda del progetto AVI del Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche del CNR: nel febbraio 1994 una alluvione con colata di detriti invase le campagne di Sulmona , danneggiandole. La più recente alluvione del 2011, di dimensioni contenute, è documentata da carteggio del Comune di Sulmona” ricorda Iavarone. “Sappiamo bene che i movimenti di terra, smottamenti, colata di detriti, causati da eventi meteoclimatici, sono la causa prima di esplosioni dei gasdotti. Infatti solo negli ultimi dieci anni sono ben sette le esplosioni di gasdotti snam solo in Italia” conclude il presidente di Orsa Pro Natura, che torna a chiedere alla Snam di trovare un tracciato alternativo all’attuale, per garantire la cittadinanza del Centro Abruzzo, facendo vera prevenzione.

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