DIMISSIONI ACCARDO, LA MINORANZA ACCUSA IL SINDACO: ENNESIMO FALLIMENTO

“Che la notizia delle dimissioni di un assessore motivate da uno scarso impegno della giunta e dall’assenza di condivisione oltre che di comunicazione interna, vengano bollate dal sindaco come scelta personale è a dir poco grottesco”. E’ quanto affermano i consiglieri comunali di Sulmona dei gruppi di minoranza (Caterina Di Rienzo, Franco Di Rocco, Antonietta La Porta, Teresa Nannarone, Maurizio Proietti e Luigi Santilli), in merito alle dimissioni dell’assessore Elio Accardo. I rappresentanti dell’opposizione ritengono ancor più insensata la dichiarazione del sindaco, Gianfranco Di Piero, che entro lunedì l’assessore Accardo verrà sostituito. “Non sappiamo lunedì di quale anno”, prosegue la minoranza, “visti i noti tempi biblici del primo cittadino, oppure era tutto prevedibile e quindi non è affatto rimasto sorpreso, come afferma, delle dimissioni. Fatto sta che la rinuncia dell’assessore Elio Accardo, rappresenta l’ennesimo fallimento di Di Piero. L’ex manager della Tassoni, infatti, ha provato a calare la sua importante esperienza professionale, il suo dinamismo e la sua intraprendenza, alla ‘squadra’ che siede a Palazzo San Francesco, ma ha dovuto arrendersi alla lentezza e alla confusione, e bene ha fatto, andandosene, a tutelare la sua immagine e la sua storia personale e professionale. Ma davvero il sindaco pensava che con l’acquisizione del consigliere Petrella, folgorato sulla via di Bagnaturo, salvava se stesso, la maggioranza e il progetto che i sulmonesi avevano votato? Ma davvero pensava che dopo aver perso tre consiglieri di maggioranza, licenziato persino due assessori che erano stati eletti, di dormire sonni tranquilli con una giunta anomala, definita tecnica, ma in sintesi dormiente e trasparente? Tutto pur di continuare ad occupare lo scranno di Palazzo San Francesco, ingoiando ogni singolo diktat del Partito Democratico cittadino. Bisogna voler male alla città per rinnegare un progetto e gli impegni assunti solo per cercare di galleggiare e vivacchiare in uno stallo politico amministrativo per metà mandato. E bisogna volerle ancora più male se la si lascia in balia degli interessi e delle velleità di alcuni soliti noti. La proposta ‘Cittadella della Sicurezza’ a firma dei consiglieri Di Benedetto e Febo ne è l’esempio: voler impartire un indirizzo alla giunta su terreni da comprare con soldi pubblici, strumentalizzando la necessità di una nuova caserma dei vigili del fuoco, e ciò nonostante vi sia una procedura in corso aperta direttamente dal Ministero dell’Interno proprio per scegliere (e pagare loro) i terreni. La proposta votata ieri in commissione da maggioranza e Fratelli d’Italia, è stata ritirata oggi dagli stessi proponenti. Che dire? Tale vicenda, come la scarsa attività in essere, comunque caratterizzata da imposizioni, veti, censure, nuoce alla città, evidenziando l’assenza dei fondamenti dell’agire politico e cioè visione, condivisione, confronto e decisione. Come giustamente ha sottolineato Accardo. Manifestiamo perciò la nostra vicinanza ad Elio Accordo, certi come siamo che la sua è stata una scelta basata sull’onestà intellettuale di chi non aveva e non ha altri interessi che non siano il bene della città, e che resosi conto dell’impossibilità di lavorare in mezzo ai nulla ha deciso di rinunciare agli onori che conseguono all’essere assessore della città di Ovidio, salvaguardando così la sua dignità”, conclude la minoranza.

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