NO SNAM, AMBIENTALISTI CHIEDONO INDAGINI SU ITER DI AUTORIZZAZIONE DI CENTRALE E METANODOTTO

Un’indagine sull’iter di autorizzazione alla costruzione della centrale e del metanodotto Snam è stata chiesta dai comitati cittadini per l’Ambiente e dal coordinamento No Hub del Gas alle Procure di Roma e Sulmona. Lo hanno annunciato questa mattina i rappresentanti del comitato e del coordinamento, rilevando che sarebbero diversi gli “aspetti poco chiari che caratterizzano l’iter autorizzativo”. Tali autorizzazioni, secondo gli ambientalisti, sarebbero prive del presupposto fondamentale della necessità di realizzare centrale e metanodotto. Di conseguenza ne risulterebbero inficiati tutti gli atti adottati in merito. L’esposto presentato alla magistratura prende le mosse infatti dai dati riportati nei piani decennali e nei bilanci della Snam. I presupposti rilevati dalla Snam per il progetto del 2004, vale a dire quelli finalizzati ad evitare il congestionamento della rete di trasporto del gas, per gli ambientalisti è stata “clamorosamente smentita dalla realtà” perchè le previsioni della Snam di crescita dei consumi di gas “si sono rivelate sbagliate”. A fronte di questo dato di fatto gli ambientalisti affermano che la Snam avrebbe dovuto rinunciare al progetto di centrale e metanodotto, “insostenibile sul piano energetico, economico, climatico e ambientale”.

2 commenti su “NO SNAM, AMBIENTALISTI CHIEDONO INDAGINI SU ITER DI AUTORIZZAZIONE DI CENTRALE E METANODOTTO

  • 2 Settembre 2021 in 15:07
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    Sono stato dipendente dell’ENI, nella SNAM e poi in Italgas per quasi 25 anni, e mai avrei immaginato di poter leggere un giorno affermazioni come il progetto del metanodotto e della Centrale di spinta ubicata a Sulmona, fossero da considerare opere inutili, perché insostenibili sul piano energetico, economico, climatico ed ambientale, come sostengono i cosiddetti ambientalisti sulmonesi. Descrivere sostanzialmente la SNAM come una azienda inaffidabile ed affarista, è un fatto che mi offende personalmente conoscendo le procedure previste e prescritte dalle normative vigenti. C’è un lungo elenco di accordi stipulati in questi ultimi anni, fra Snam ed altri Paesi e Società della UE ed internazionali, che mettono in risalto tutta la volontà e capacità di questa Spa di promuovere iniziative reali anche sul fronte della produzione dell’idrogeno “verde”, per rispettare gli Accordi di Parigi. Una sola cosa vorrei evidenziare: metà dell’energia elettrica che consumiamo oggi in Italia è prodotta con gas metano: il resto, a parte l’idroelettrica, legata ai capricci climatici, e la nascente ma insufficiente diffusione delle fonti rinnovabili, è tutto carbone ed oli combustibili pesanti. Sostituire questi prodotti, nell’immediato, con l’energia rinnovabile è pura illusione; ci vorranno almeno per altri 20-30 anni per rendere competitivo l’idrogeno “verde”, ma ciò nonostante la SNAM si sta già muovendo senza troppi clamori, con iniziative reali che possono assicurare una transizione verso la completa decarbonizzazione nel settore energetico ed industriale. Se questo è “avventurismo”..!

    • 2 Settembre 2021 in 16:28
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      Mi scusi ma che legame ha la progettazione con l’affarismo? Cosa c’entrano l’uno con l’altro?
      Vuol forse negare che le Aziende, chiunque esse siano non abbiano un fine affaristico?
      I citati accordi stipulati per produrre idrogeno verde (sempre dal gas) non è un qualcosa con un margine di ritorno economico? Cosa del tutto normale, sia ben inteso.
      Certo che ci si prepara alla transizione economica e il gas metano è ancora tutto li in attesa di essere sfruttato, e il 2030 è come ha ben detto prossimo, e non verrà affatto centrato come obiettivo di decarbonizzazione, perchè non lo deve essere, se non solo dopo che verrà succhiato e venduto per profitto l’ultimo mc di materiale fossile.
      Se questo non è “affarismo”..!

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