LA BUONA POLITICA DEI RIFIUTI, PRATOLA PELIGNA A “MI MANDA RAI TRE”

Pratola Peligna alla ribalta televisiva nazionale. Nella puntata di questa mattina della trasmissione “Mi Manda Rai Tre”, l’approfondimento sui temi sociali e i diritti dei cittadini affidato ai giornalisti Lidia Galeazzo e Federico Ruffo, le telecamere sono state puntate sulla politica dei rifiuti portata avanti dall’amministrazione comunale in questi tre anni, che ha portato anche alla riduzione della tassa sui rifiuti. Nel servizio realizzato dall’inviato Vincenzo Campitelli, partendo dal riconoscimento nazionale di Legambiente sui dati della raccolta differenziata che vedono Pratola primeggiare tra i comuni abruzzesi al di sopra dei cinquemila abitanti negli ultimi tre anni, sono state evidenziate le modalità del servizio raccolta affidato alla Diodoro Ecologia, con la varietà dei servizi ai cittadini compresa la gratuità delle buste per il conferimento dei rifiuti differenziati. Un modello nel sistema di raccolta che ha raccolto la curiosità e attratto l’attenzione della trasmissione di Raitre, che ha inviato una sua troupe a Pratola Peligna nelle scorse settimane, per approfondire il tema e raccogliere le impressioni dei cittadini. Il sindaco Antonella Di Nino e il consigliere con delega ai Rifiuti Antony Leone hanno sottolineato come la gestione efficiente della raccolta differenziata abbia consentito, con l’impiego delle risorse ottenute dalla vendita del materiale nobile, l’abbassamento della tassa sui rifiuti e l’offerta di un ampio ventaglio di servizi. La raccolta differenziata a Pratola Peligna ha superato infatti la percentuale dell’80 per cento. “Un riconoscimento che premia il comportamento virtuoso della comunità pratolana e la qualità della politica dei rifiuti portata avanti dall’amministrazione comunale” sottolinea il sindaco Di Nino. Un risultato evidenziato questa mattina nella trasmissione in onda su Raitre.


One thought on “LA BUONA POLITICA DEI RIFIUTI, PRATOLA PELIGNA A “MI MANDA RAI TRE”

  • 7 Dicembre 2020 in 14:09
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    Come a Sulmona, paro paro

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