LEGGE PER PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI, PETIZIONE DEI SINDACATI

Anche la Valle Peligna mobilitata con una petizione cittadina per la vertenza sulla riorganizzazione della continuità assistenziale, affrontando e risolvendo il problema della non autosufficienza e sostenendo la legge nazionale a beneficio di chi vive nella non autosufficienza. Una manifestazione nazionale si terrà a Roma il prossimo 16 novembre. Ad avviare la mobilitazione sono i sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil. Banchetti per la raccolta delle firme saranno collocati nelle strade principali di Sulmona, nel mercato e davanti all’ospedale. “Quasi 3 milioni di persone hanno bisogno di aiuto per le esigenze della vita quotidiana: si tratta di una condizione che riguarda principalmente le persone anziane, ma non solo, e che ha una forte specificità sanitaria: è il peggioramento dello stato di salute, aggravato spesso da condizioni sociali critiche, a non consentire più l’autonomia – sottolineano i sindacati – le persone anziane rappresentano oltre il 22% della popolazione italiana, pari a oltre 13,5 milioni di persone, e si stima cresceranno ancora fino ad arrivare nei prossimi anni a sfiorare il 30% della popolazione. Oggi, il numero di anziani non autosufficienti  è superiore ai 2,8 milioni, ed è, con ogni probabilità, destinato ad aumentare. Milioni di famiglie si trovano ad affrontare quotidianamente, spesso da sole, senza l’appoggio di servizi assistenziali, sociosanitari e sanitari adeguati, i grandi disagi, le sofferenze e il rischio di impoverimento che la non autosufficienza porta con sé. Nell’area Ocse, l’Italia è il Paese con la più alta percentuale di familiari che prestano assistenza a persone anziane o disabili in modo continuativo. Si stimano oltre 3 milioni gli assistenti familiari (caregiver) che assistono adulti, oltre gli 800mila assistenti familiari retribuiti”. “Di fronte a questa condizione sociale e sanitaria, la risposta finora data dalle Istituzioni è stata frammentaria, inadeguata e disorganizzata, con un uso delle risorse spesso insufficiente, inappropriato e disomogeneo.Le responsabilità sono frammentate, tra Stato nazionale, Regioni, Comuni. E questo acuisce ulteriormente le differenze territoriali non solo tra le diverse Regioni, ma anche all’interno di una stessa Regione” sottolineano le organizzazioni sindacali.  “Da anni le organizzazioni sindacali dei Pensionati di Cgil, Cisl e Uil, stanno conducendo una battaglia per una riorganizzazione organica del sistema di continuità assistenziale adeguata e strutturata per la non autosufficienza. Una battaglia che ha consentito di istituire con la legge n. 296/2006 il Fondo nazionale per le non autosufficienze, che ha visto finanziamenti altalenanti in questi ultimi anni” proseguono Cgil, Cisl e Uil.  “Per queste ragioni le organizzazioni sindacali dei Pensionati, nel 2018, hanno approvato una Piattaforma unitaria sulla non autosufficienza, posta all’attenzione delle forze politiche e del Governo, con precise e articolate rivendicazioni, in particolare la richiesta di approvare una Legge Nazionale sulla Non Autosufficienza utile a determinare con chiarezza le modalità di riconoscimento della condizione di non autosufficienza, stanziare maggiori risorse, etc.- concludono i sindacati – Per rilanciare questa battaglia, anche alla luce degli impegni generici dell’attuale Governo, Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uil Pensionati, hanno avviato una raccolta firme a livello nazionale a sostegno di una legge nazionale sulla non autosufficienza ed è stata indetta una manifestazione nazionale per il 16 Novembre a Roma”.

 



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