LE CASE GREEN: UNA REALTÀ O UNA UTOPIA

di Alfonso Fabrizi – Tele Meloni colpisce ancora. Il “fenomeno Giorgetti” Ministro del Tesoro dopo aver “criminalizzato” il Superbonus con la ripetuta, fino alla nausea, affermazione ad effetto “la più grande truffa del secolo” ha colpito ancora con “chi paga?” riferendosi all’approvazione da parte dell’Europa della Direttiva Case Green.

Dopo una difficile gestazione e l’annacquamento da parte di tanti stati europei, il 12 Aprile il Consiglio dei Ministri europei dell’Economia ha ratificato il provvedimento. Hanno votato contro l’Italia e l’Ungheria. Tanto per cambiare.

Qualcuno, a parte i negazionisti di professione, mette in dubbio la necessità di combattere il cambiamento climatico? Bene, vediamo cosa ci dice la Direttiva Case Green.

Il Consiglio dei ministri europei dell’economia ha dato il via ad una “tabella di marcia” per i primi obiettivi intermedi  per la riduzione delle emissioni al 2030 e alla neutralità climatica entro il 2050.

Entro due anni dall’entrata il vigore della Direttiva ogni paese dovrà elaborare un Piano nazionale di attuazione. Vero è che per ora non sono previste risorse europee ma logica vuole che ci saranno dopo che gli Stati membri avranno approvato il Piano e quantificate le risorse.

Caro Giorgetti cara Meloni voi, non altri, dovrete elaborare il Piano, voi ci dovete dire prima le risorse necessarie, poi “chi paga”. Certamente anche l’Europa interverrà. Nessuno obbligherà i cittadini a ristrutturare la propria abitazione men che meno chi non può permetterselo. Non è vero che tutti gli edifici in Italia dovranno essere ricompresi nel Piano. Dovranno essere i Governi a decidere su come e dove intervenire, già l’Europa indica alcune eccezioni come per le case indipendenti più piccole di 50 mq, gli edifici storici, delle forze armate, ecc. 

Nessuno nega che la situazione degli edifici in Italia è complessa (la situazione dagli anni ‘60 ad oggi è stato tutto un percorso di abusi e condoni che però hanno perpetrato, e magari anticipato, gli abusi. Si stima che in Italia sono almeno 5 milioni gli edifici  in classe F e G (dispersioni a go’go’). Questi contribuiscono per il 35/40% nei consumi energetici totali. 

Ci siamo forse dimenticati della nostra dipendenza energetica dall’estero? Magari con meno consumi avremmo un po’ meno dipendenze anche dalle varie guerre in atto. Per ridurla si dovrà intervenire in ogni comparto, non basta intervenire solo sul lato della produzione verde (Fotovoltaico, eolico, idrogeno e quant’altro). Bisogna imparare, e intervenire prioritariamente a ridurre in modo drastico il consumo energetico e le emissioni di gas inquinanti prodotti dagli edifici residenziali, entro il 2030 e contestualmente perseguire l’obiettivo dell’autonomia energetica e senza produzione di emissioni inquinanti entro il 2050. 

Vi sembra utopia? L’obiettivo è meno utopistico di come sembra, basta crederci. E comunque lo dobbiamo alle generazioni future.

2 thoughts on “LE CASE GREEN: UNA REALTÀ O UNA UTOPIA

  • Voglio vedere se ti obbligano a cacciare i soldi di tasca tua

  • Non si possono biasimare visto che porcherie sono state commesse e che continuano ad essere commesse.

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