CORSA DEGLI ZINGARI: UN MISTICO MATRIMONIO TRA ANTROPOLOGIA E SPETTACOLO

di Mauro Nardella – Di più Pacentro è ricordata per essere stata la realtà dell’entroterra aquilano che ha dato i natali agli avi della famosa star della musica mondiale Madonna.A ltri per averli dati ai progenitori dell’ex segretario di Stato americano, nonché vice del presidente Donald Trump, Mike Pompeo. Molti per averne apprezzato la caratteristica urbanistica tanto da elevarla a rango di uno tra i borghi più belli d’Italia. E tanti, tantissimi ce l’hanno impressa nel cuore per essere stato il borgo dove è nato e cresciuto il maresciallo dei carabinieri Franco Lattanzio, uno degli eroi di Nassirya deceduto nell’assolvimento del suo dovere. Oggi, invece, vorremmo fare emergere la notorietà e la grandiosità di questo splendido borgo raccontandovi di un evento che vede al centro della stessa la fede innata da parte dei pacentrani per la madonna di Loreto e l’operosità di molti associati, in modo particolare del presidente della stessa Giuseppe De Chellis. Stiamo parlando della “corsa degli zingari”. Una corsa che si corre scalzi e che porta a vincere chi per primo, dopo aver percorso sentieri e dirupi, entra nella Chiesa dedicata appunto alla Madonna di Loreto. Un rito antichissimo, al quale si partecipa per motivi spirituali e legati all’indissolubile rapporto tra natura e uomo e che non di rado si traduce in dolorose piaghe ai piedi. “Non è mai semplice trovare senso al sacrificio, sia esso iniziatico, religioso, politico e non è mai facile trovare la chiave per raccontare il dolore che da questo può derivare. E’ struggente vedere come degli esseri umani possano lanciarsi volontariamente a piedi nudi giù per un dirupo, per arrivare stremati sino alla soglia di una chiesa e abbandonarsi al suolo, estasiati nel dolore. I loro piedi, i loro occhi piangenti sono i testimoni di un rito di immolazione antichissimo che continua nei secoli, un momento a cui pochi, in paese, possono sottrarsi, per onore o gloria. Un esempio di come la fatica, la pena e la sofferenza possano portare a una ciclica rinascita”. Questo è quello che dice della corsa degli zingari il regista del film “Carne et ossa” dedicato a questo speciale appuntamento Roberto Zazzara e vincitore alcuni giorni fa del XXVI Cervino CineMountain, il festival internazionale del cinema di montagna. Nei prossimi giorni vedremo, invece, cosa ci dice di questa spettacolare manifestazione il presidente dell’associazione “Corsa degli zingari” Giuseppe De Chellis. Una persona eclettica e di straordinaria forza organizzativa al quale faremo alcune domande sulla sua Pacentro in un’intervista esclusiva che vi proporremo. La corsa degli zingari,come ogni anno, correda la sua manifestazione con ospiti d’eccezione come la madrina che quest’anno sarà impersonata dalla splendida Manila Nazzaro e con artisti che hanno fatto, e tuttora la fanno, la storia della musica quali sono i Ricchi e Poveri,del teatro italiano come la poliedricoa Emanuela Aureli e del giornalismo di informazione Massimiliano Ossini. Insomma per chi non vorrà perdersi un evento antropologico incorniciato dallo splendore dell’ambiente che lo circonda ci diamo appuntamento a Pacentro il 2 e 3 settembre. L’evento è patrocinato dal Ministero del Turismo, dall’Aeronautica Militare, dalla Regione Abruzzo e dal Comune di Pacentro.