SOTTO MONTE SAN COSIMO LE INTELLIGENZE PACIFISTE…

di Luigi Liberatore – Qualche sera fa in piazza a Sulmona sono scesi ancora i piagnoni, pardon, i pacifisti peligni. Oddio era un ridotto di amici, un gruppetto sparuto e molto più infreddolito del solito, armato del consunto rosario e snocciolato con la cartellonistica rituale la quale non ha bisogno nemmeno di essere rivista, cioè buona per tutte le stagioni. Si sono fatti riprendere per inondare la mattina successiva le redazioni dei famelici mass media locali con le loro deliranti litanie. Quelle che conosciamo da tempo: no alla centrale turbogas, no al gasdotto, no a tutto. Questi i temi delle nostre eccellenze ecologiste biodegradabili cui la guerra scoppiata in Ucraina ha offerto un elemento mai dimenticato e sempre pronto a riemergere anche al semplice rombare di un trattore agricolo: Monte San Cosimo. Lo sappiamo tutti che è poco più di un cocuzzolo tra Pratola Peligna, Prezza e Sulmona, segnato lungo i suoi fianchi mansueti da una tratta ferroviaria i cui binari sono coperti da ruggini decennali e al cui interno, per remote provenienze delle ultime guerre, sono ricavate delle nicchie ad uso militare. Non una base militare nel senso classico del termine, ma un deposito (forse) militare sul quale la fantasia tuttologa dei movimenti pacifisti, ecologisti, buonisti (di piazza del mercato) si è divertita a costruire immagini distorte per contadini laboriosi e “truppe” di liceali in cerca di evasione. Sicchè Monte San Cosimo viene ribadito come il luogo di occultamento di dispositivi militari sempre di ultima generazione, definito obiettivo sensibile ad ogni crisi internazionale per la presenza di ordigni nucleari o per la guerra chimica e batteriologica. Una quarantina di anni fa il sulmonese Michele Celidonio, senatore della Repubblica Italiana, dichiarò ad un giornalista che aveva visitato il “ventre” di Monte San Cosimo e che aveva notato all’interno della montagna dei grandi tubi. Il senatore disse che in quel frangente lo accompagnava un maresciallo…ma non seppe dire se fossero dei tubi per drenaggi e per un acquedotto. Siamo propensi a credere a questa ultima ipotesi soprattutto perché il suo accompagnatore era un semplice maresciallo e non alla tesi che fossero tubi per lanciamissili nucleari come suppongono i nostri pacifisti. Giorni fa è stato visto sferragliare verso il sonnacchioso Monte San Cosimo un veicolo militare, uscito anni addietro dalle Officine meccaniche (OM), con al seguito una autombulanza recante i simboli rossi e bianchi della Sanità: apriti cielo. La Russia è pronta a bombardare la Valle Peligna, hanno detto e scritto gli attivisti per la pace facendo seguire a questa iniezione di paura una sbiadita e retorica espressione di Pertini: “svuotiamo gli arsenali e riempiamo i granai”. Ecco allora una bella idea: non seppellire l’intelligenza sotto San Cosimo, ma coltivare le terre che ci sono attorno. 

Un pensiero su “SOTTO MONTE SAN COSIMO LE INTELLIGENZE PACIFISTE…

  • 26 Marzo 2022 in 14:54
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    bene,ragione da vendere :coltivazioni ,granai,ecc per uscire dal no a tutto…i segreti,i misteri rimangono tutti,scorie nucleri incluse,i politici raccontano ,danno a credere,anche nelle gallerie del Monte Conero non c’e’ nulla, dicono,tutto da verificare/accertare,i politici illusionisti sono bravi solo nelle magie,moltissimi “amministratori” incompetenti ed incapaci ,soprattutto quelli nostrani, nessun risultato,in Valle non c’e’ nulla,un deserto con un penitenziario e la piu’ grande discarica d’Abruzzo,punto,tutti gli altri sono cresciuti,hanno beneficiato di attenzioni,
    infrastrutture,sostegni economici,investimenti/vincoli di spesa specifici,ecc,ecc, per es. deposito Amazon …quindi le responsabilita’ del no a tutto hanno nome e cognome,i cialtroni della politica,gli inconcludenti,inetti,inutili (abili solo con gli interessi personali/particolari ) degli ultimi 40 anni,o no?

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