L’ARTE DEL MAESTRO LATOUR DALLA PERDONANZA A PECHINO

Da Dubai a Pechino, dal Vaticano all’America, si va sempre più affermando l’arte della grafica muraria e dell’argentatura chimica opera dell’artista Ferdinando Latour, aquilano di adozione, distinte da una tecnica d’avanguardia, di alta raffinatezza, unica non solo in Abruzzo ma anche in campo internazionale. Tra le sue ultime produzioni spicca la doratura della Croce del Perdono, che ha caratterizzato l’ultima recente edizione della Perdonanza celestiniana all’Aquila, eseguita con oro di zafferano. “Mi sono servito di due tecniche per avviare le mie produzioni – spiega l’artista – l’informatica e la digitalizzazione delle immagini per la grafica muraria e alla chimica per l’argentatura. Attraverso queste tecniche possono essere offerte nuove espressioni ma soprattutto quantità produttive, dal sapore artistico, per i grandi mercati nazionali ed esteri”. Ed infatti il maestro Latour è stato incaricato, con la sua azienda Epogea, di seguire la realizzazione di parte del padiglione del Vaticano a Pechino, per l’Expo di orticoltura. “Un’esperienza importante perché al di là delle tecniche che abbiamo utilizzato, c’era da ricercare un linguaggio, attraverso prodotti ornamentali, che potesse essere il compromesso tra la realtà del Vaticano e quella della Cina, che non voleva avere immissione di concetti religiosi. Siamo riusciti a trovare formule comunque aperte al tema del misticismo ma passando attraverso la natura” precisa Latour. Intanto continua l’impegno per i Comuni d’Italia, per dare loro strumenti di comunicazione, attraverso la loro storia, riproposta attraverso le tecniche ed i prodotti di Epogea. “Speriamo di poter collaborare per Dubai Expo 2020 e siamo sempre legati all’arte di carattere religioso, legata al mondo dei Neocatecumenali” prosegue Latour. “Tra le attività più recenti voglio ricordare la tecnica della doratura con oro di zafferano – sottolinea l’artista – con questa tecnica abbiamo collaborato con i creatori della croce del perdono di Celestino, è la prima volta che viene adottata questa tecnica, utilizzando zafferano di Navelli. Altro progetto, in collaborazione con il Comune di San Pio delle Camere, è quello di realizzare un grande albero d’argento, colorato in oro con lo zafferano, da esporre all’aperto, in questo comune. Le possibilità date dalle nostre tecniche ormai sono richieste un po’ dappertutto”. Ma l’arte per Latour è anche “provocazione”. “L’arte è un linguaggio, attraverso le tecniche si accende l’interesse, le tecniche incuriosiscono – chiarisce l’artista – il messaggio così arriva a molte persone, la tecnica messa al servizio dell’arte ne rende più efficace il linguaggio, quello che essa vuole esprimere, rendendola anche di più larga e più facile fruizione e nello stesso tempo la tecnica rende fruibile più facilmente anche l’arte più antica, lasciando che resti vivo e fruibile anche il patrimonio artistico e culturale più lontano da noi nel tempo”. Un discorso che presto potrà riguardare anche il prezioso e immenso patrimonio del Centro Abruzzo, giacimento di beni naturali e culturali da “trasferire” con queste tecniche innovative al mondo intero, facendone una ricchezza concreta per il territorio.



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