CASO SALVATORE E DI MEO, IL TRIBUNALE DELL’AQUILA ACCOGLIE LE ECCEZIONI DELLA DIFESA: LA PROCURA DELL’AQUILA NON AVEVA COMPETENZA AD AVVIARE INDAGINI

La procura della Repubblica dell’Aquila non aveva competenza alle indagini sui rapporti tra le Imprese associate Meg Costruzioni-Salvatore e Di Meo e l’impresa rumena ritenuta responsabile di trattamento deteriore nei confronti dei propri lavoratori, che hanno avuto origine in Teramo e non a L’Aquila. E’ quanto stabilito dal Tribunale penale dell’Aquila accogliendo le eccezioni sollevate dalla ditta Salvatore e Di Meo, assistita dall’avvocato Alessandro Margiotta, dichiarando l’incompetenza  territoriale del Tribunale dell’Aquila in favore di quello di Teramo. In sostanza il Tribunale ha condiviso quanto da sempre eccepito dalla difesa: la Procura dell’Aquila non era competente ad avviare alcuna indagine nei confronti dell’Impresa, provvedimento che fa seguito a quello già ottenuto in sede di Cassazione che con sentenza del 2015, che aveva a suo tempo annullato le ordinanze cautelari rilevando l’assenza di una qualsivoglia ipotesi di reato. “In parole povere chi ha compiuto le indagini doveva trasferire il fascicolo alla Procura di Teramo senza coltivare un procedimento monco ad origine – spiega l’avvocato Margiotta – resta ovviamente l’amarezza per quanto hanno dovuto subire gli indagati che sono costretti oramai da anni a subire processi ed interminabili udienze per far valere le proprie ragioni che di volta in volta gli vengono riconosciute a scapito di chi non si arrende a sostenere un’accusa che parrebbe far acqua da tutte le parti e paradossalmente finanche dal soggetto competente territorialmente ad iniziarle”. A questo punto tutto dovrà, se verrà ritenuto, iniziare dinanzi al Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Teramo.



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