CGIL E CISL BACCHETTANO LA UIL SULLA VERTENZA S.RAFFAELE

Cgil e Cisl bacchettano la Uil sulla vertenza per i licenziamenti annunciati dalla Casa di Cura S.Raffaele. Cgil e Cisl, che oggi hanno tenuto assemblea con i lavoratori della Casa di Cura, con il sindacato Uil. La Uil infatti ha proclamato la mobilitazione del personale. “E’ doveroso precisare che la San Raffaele S.p.A. fornisce, in regime di accreditamento con la Regione Abruzzo, servizi pubblici essenziali e, pertanto, rientranti nella disciplina della legge 146 del 1990 che norma l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e la salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati – sottolineano Cgil e Cisl -detta precisazione si è resa necessaria in quanto Cgil e Cisl hanno appreso dalla stampa che la UIL FPL avrebbe “deliberato in assemblea la mobilitazione del personale”. Mentre Cgil e Cisl, secondo il dettato delle norme, hanno avviato le procedure di raffreddamento davanti al Prefetto, per la proclamazione dello stato di agitazione del personale. “Inoltre, sempre dagli organi di stampa, si apprende che la predetta sigla sindacale rivendica di essere la prima forza sindacale con oltre il 30% dei dipendenti associati – proseguono Cgil e Cisl -premesso che non è intenzione nostra fare i conti in tasca a nessuno, dimenticando che dovendo la somma fare 100 è stato ignorato il 70% degli iscritti, in una vertenza che vede a rischio sia i posti di 14 lavoratori qualificati e professionali che conseguentemente pone un grave pregiudizio in capo alle rispettive famiglie, sia specifici servizi sanitari essenziali rivolti ai cittadini, non è necessario fare fughe in avanti semplicemente per apparire e darsi visibilità, ma è necessario fare azioni concrete per salvaguardare i livelli occupazionali e garantire servizi all’utenza, in particolar modo in un contesto, come quello del centro Abruzzo, che soffre da troppo tempo di crisi economiche ed occupazionali”. “Tale comportamento, che dimostra un atteggiamento divisorio della platea dei lavoratori e soprattutto che non tiene conto dell’importanza strategica dell’unità sindacale, si aggiunge a fatti avvenuti nel mese di dicembre, laddove rappresentanti della stessa Uil hanno sottoscritto un accordo tombale, a saldo e stralcio, con l’azienda con il quale, a fronte di un compenso forfettario, parte dei lavoratori hanno rinunciato a qualsivoglia diritto o ragione inerente l’intercorso rapporto di lavoro, ivi compresi eventuali arretrati contrattuali “una tantum” maturati sulla base degli accordi Aiop/Oss facendo rinunciare altresì quei lavoratori a qualsiasi pretesa o contestazione di qualsivoglia natura vantata o vantabile” concludono Cgil e Cisl.