THE DAY AFTER

“Sono scappati come conigli. Nulla da dire sulle dimissioni, ma quello che rimprovero ai consiglieri di opposizione è il fatto di aver calpestato gli interessi della città con la mancata approvazione di tre argomenti importanti, non venendo nelle Commissioni e in Consiglio comunale. E’ la classica becera politica” Questo il commento di Fabio Federico, questa mattina, ormai ex sindaco. Era chiusa stamane la sua stanza a palazzo San Francesco, dove si attende adesso l’arrivo del commissario prefettizio, il terzo dal 1993, dopo l’era Sciuba, e poi Centofanti e La Civita. Formalizzate in prefettura le dimissioni degli undici consiglieri di opposizione  rassegnate ieri sera in sordina  in una sorta di blitz a via Mazara (clicca qui), a un mese dallo scioglimento naturale del Consiglio comunale: il 9 aprile prossimo la legislatura Federico avrebbe avuto terminato il suo percorso. Abbiamo raggiunto Federico nel suo studio medico, attendendo l’ora di chiusura. (foto). Amareggiato, ma pronto a mettere sul tavolo del centrodestra la sua ricandidatura, e convinto, senza nessuna remora, di quel manifesto con i volti degli undici consiglieri diffuso nella rete sabato scorso (clicca qui), fatale, poi, per l’opposizione nella decisione di staccare la spina. Questa volta l’hanno fatto sul serio, dopo averlo annunciato tante volte tempi addietro.  “Era un’informazione che volevamo dare alla cittadinanza utilizzando Facebook diffondendo quel manifesto, ben sapendo che avremmo ricompattato la minoranza. Anzi non si deve chiamare minoranza, ma opposizione”. Il riferimento è al Consigliere Luigi Rapone, il quale aveva dichiarato di far parte della maggioranza.  “Volevamo dare una sferzata. Adesso lo pubblicheremo sulle mura della città, non c’è più nulla di dialettica politica”. E ribadisce:  “l’errore dell’opposizione non è stato quello di dimettersi a poche settimane dalla scadenza naturale” aggiunge “ma è stato quello di non aver fatto passare punti che sono importantissimi per la città, come la rotonda all’incrocio degli impianti sportivi Incoronata, per non parlare delle esternalizzazioni. Non si possono perdere i finanziamenti. Posso capire il piano regolatore, ma noi con umiltà lo abbiamo portato avanti mantenendo quanto fatto in passato da Di Masci e La Civita”. Quanto al caso del Presidente del Consiglio comunale che aveva preso le distanze da quella iniziativa firmata Pdl, Federico spiega “con lui non ho avuto nessun momento di frizione. Angelucci è libero di dissociarsi, ma avrebbe dovuto dirlo all’Amico Fabio, in virtù del rapporto di lealtà che ci unisce, non alla stampa”. Della situazione si discuterà domani a Sulmona dove si riunirà il vertice del partito Pdl, insieme ai senatori Pelino, Piccone e all’onorevole Di Stefano. Chissà se tutti terranno conto, alla fine, del fatto che vecchi metodi e obsoleti modi di fare non fanno altro che spingere a largo barche già in alto mare.

g.s



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