SE UN SOLO MAFIOSO E’ RIUSCITO AD “INQUINARE” UN INTERO COMPRENSORIO, C’E’ DA RIFLETTERE SULLA FRAGILITA’ DELLE NOSTRE COMUNITA’
di Giosafat Capulli
L’AQUILA – Se un solo mafioso è riuscito a inquinare un comprensorio ritenuto fino a ieri “vergine”, e se la classe politica in generale non riflette e non analizza il fenomeno, la difesa della corretta dinamica sociale e democratica diventerà impresa difficile.
Non si tratta di lanciarsi a riflessioni di natura moralistica, ma di una onesta lettura della realtà che dovrebbe essere comprensibilissima a tutti.
Un mafioso esce dal carcere per fine pena e crea un sistema malavitoso che gira fondamentalmente intorno alla cocaina.
Crea un movimento economico da milioni di euro all’anno intorno a un vizietto che è diventato di massa, interclassista, inquinante per la mente di chi fa uso di quella sostanza micidiale per il cervello (la cocaina attacca la corteccia cerebrale) e per la vita stessa di una collettività.
Sulmona è la punta dell’iceberg emersa grazie al gran lavoro della Procura Distrettuale Antimafia, all’opera della Polizia di Stato in tutte le sue declinazioni e acronimi e alla sensibilità di magistrati e forze dell’ordine nel mettere le mani su un’evidenza che da Sulmona è facilmente estensibile a tutti i centri della regione.
Il caso peligno ha messo semplicemente in primo piano la fragilità e la permeabilità delle nostre comunità di fronte a un fenomeno (l’uso di sostanze stupefacenti) che non compare in agenda tra le priorità delle forze politiche, né oggetto di dibattiti nei tanti convegni sul futuro della nostra realtà.
Eppure questo andazzo da sballo collettivo diretto dalla malavita, che coinvolge migliaia di “sniffatori”, dovrebbe preoccupare proprio coloro che si candidano alla gestione della cosa pubblica. L’inchiesta che ha avuto come epicentro Sulmona ho l’impressione che porterà a scoperchiare parecchi pentoloni del malaffare un po’ ovunque.
Nella speranza che la lotta alla criminalità dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti diventi battaglia non solo giudiziaria, ma sociale, culturale e politica condivisa e di massa.
Diversamente il fenomeno inquinante si allargherà sempre più, tanto da mettere in serio pericolo gli stessi valori democratici di libertà individuali e costituzionali nati dalla Resistenza.



