FOLLIA ARBITRALE AL PALLOZZI: L’OVIDIANA SULMONA FURIOSA DOPO IL 2-2 CON LA PRO VASTO
Clima incandescente allo stadio “Pallozzi”, dove un pirotecnico 2-2 tra Ovidiana Sulmona e Pro Vasto finisce inevitabilmente per essere oscurato e cannibalizzato da una prestazione arbitrale disastrosa, superficiale e fortemente provocatoria. A finire sul banco degli imputati tra le proteste unanimi e furiose dell’ambiente biancorosso è Dario Baldi dell’Aquila, protagonista di una conduzione di gara del tutto inadeguata dall’inizio alla fine. Il match si accende subito ed è condizionato fin dalle prime battute da decisioni quantomeno rivedibili: all’ottavo minuto gli ospiti sbloccano il punteggio sugli sviluppi di un corner, quando il portiere locale Gonzalez buca l’uscita, la sfera spiove sui piedi di Casella e, nonostante la provvidenziale opposizione di un giocatore, il direttore di gara assegna il vantaggio ospite tra le fortissime e immediate perplessità dei padroni di casa. Nemmeno il tempo di riorganizzarsi che la gestione autoritaria e irritante del fischietto aquilano miete la prima vittima: al quarto d’ora, il tecnico di casa Matteo Di Marzio viene incredibilmente espulso senza aver mosso alcuna protesta, costretto a seguire la contesa dalla tribuna. La partita prosegue tra capovolgimenti di fronte e fiammate, come la splendida prodezza d’autore con cui Mattei al trentasettesimo ripristina la parità grazie a un controllo orientato e a una rasoiata chirurgica all’angolino. La ripresa regala subito emozioni con il nuovo vantaggio ospite firmato al quarto minuto da Di Pierro, il quale sorprende Gonzalez con una parabola velenosa dai trenta metri, vanificando il precedente errore sotto porta di Cauterucci. L’Ovidiana Sulmona non si scompone, si riversa generosamente in avanti e trova il meritatissimo 2-2 al trentaquattresimo grazie al neoentrato Padovani, abile a incornare in rete di testa aiutandosi con il legno su un pregevole suggerimento dalla destra e facendo esplodere il “Pallozzi”. Ma è nel finale che il match degenera in un vero e proprio bollettino di guerra, interamente falsato dall’atteggiamento inaccettabile, spocchioso e irridente del direttore di gara nei confronti della squadra di casa. Al trentottesimo si consuma l’episodio clou e l’apice della scorrettezza arbitrale: Padovani viene nettamente e vistosamente atterrato in area di rigore con una trattenuta prolungata e macroscopicamente fallosa, un penalty grande quanto una casa che il direttore di gara decide inspiegabilmente di ignorare, sorvolando tra l’incredulità generale e generale indignazione. Allo scadere lo stesso Padovani sfiora il colpo grosso, ma al triplice fischio, dopo cinque minuti di recupero, il delirio arbitrale tocca il suo culmine. Invece di fare un esame di coscienza per una direzione vergognosa, il fischietto dell’Aquila sceglie di infierire ulteriormente espellendo ben tre componenti non calciatori della panchina dell’Ovidiana Sulmona, riservando a un dirigente parole offensive e inqualificabili come “Tu non sei nessuno”. Nel dopogara lo sconforto e la durissima polemica della società peligna trovano sintesi nelle parole del presidente Oreste De Deo, che stigmatizza senza appello l’arroganza e l’inadeguatezza di una conduzione arbitrale scellerata, capace di negare un rigore solare e di decimare una panchina con supponenza. De Deo denuncia come di fronte a simili scempi venga quasi voglia di mollare, frenati soltanto dalla tempra e dalla fiammeggiante fierezza di una piazza, quella di Sulmona, che non si piega di fronte a nessuno e che è pronta a far cozzare la propria determinazione contro chiunque pensi di poterla umiliare.



Ripetiamo la gara, che dite?
Arbitro Aquilano….. qui ci mandano solo la loro monnezza nell’indifferenza generale…. e noi tutti proni e silenziosi…