SULMONA A UN BIVIO: VIVERE MALE O MORIRE IN SALUTE?
Sulmona a un bivio: Vivere male o morire in salute?
di Luigi Liberatore
Stamattina la Soprintendenza ha allungato le sue propaggini istituzionali al sito di Case Pente in agro di Sulmona, laddove si sta realizzando una centrale di spinta a servizio del gasdotto Sulmona-Foligno, snodo fondamentale della struttura dorsale adriatica. La visita è stata allargata anche ad alcuni rappresentanti delle associazioni di ambientalisti che si battono da alcuni anni contro l’insediamento industriale, ritenuto di valenza strategica nazionale, sull’assunto che la realizzazione dell’impianto compromette l’area di adozione sia sotto il profilo storico-archeologjco, sia sul versante della solubrità della vita. Meno male che la Soprintendente non si è lasciata sedurre dalle tentazioni ambientalisti/ecologisti e di entrare sul loro campo, rimanendo ancorata alle sue funzioni istituzionali e rimarcando una solidità archeologica del sito di Case Pente, rammaricandosi semmai del fatto che Sulmona non abbia un direttore del polo museale dove possano convergere i ritrovamenti. È stata mostrata una “navetta”, una navicella portaincenso o portacandela come reperto, che basta anche per un profano come chi scrive per credere alla bontà della valutazione del sito come storicamente apprezzabile. In verità, il discorso sulla città non può capitolare su questo sistema di riconoscimento di tipo “storico”, oppure di repulsione per qualsiasi iniziativa industriale che possa compromettere l’aria che si respiri, tale da definire atarassica l’esistenza della città. La vicenda del presumibile insediamento nell’area industriale a Sulmona dell’impianto di pirolisi (Get Energy) ha mosso le resistenze (apprezzabili e giustificabili) di medici ma non ha suscitato valutazioni politiche o degli amministratori locali, lasciando tutti nel dubbio. Cioè nell’imbarazzo di credere, almeno, se sia meglio vivere male, senza prospettive di sviluppo industriale e occupazionali, per morire semmai in un ambiente salutare senza fumi o oppressioni da inversioni termiche. Io ho tratto la convinzione che la centrale Snam si farà perché ormai indietro non si può tornare (gli ambientalisti nostalgici se ne facciano una ragione), che l’impianto di pirolisi probabilmente non si farà non per scelta industriale ma per un abbandono della politica moribonda che sta scrivendo l’epitaffio a una città votata al morire in salute ma senza speranze. Infine, che la città abbia bisogno di una classe politica diversa, non nuova nemmeno all’anagrafe, per riavviare un percorso degno di Sulmona. Dimettersi non è poi un segnale arrendevole, semmai un atto di coraggio quando in gioco ci sia il futuro di una grande città.



Le istituzioni sono ancorate dalla politica folle e delinquenziale.
Se adoperarsi per l’ambiente e la salute non è nelle loro funzioni, forse sarebbe ora che di schierarsi almeno per fare rispettare la legge, invece di ignorare gli scempi ormai compiuti.
Dovrebbero anche aprire un museo della discarica e spazzatura per spiegare e giustificare cosa sta’ succedendo all’ambiente e magari spiegare come non ripetere gli scempi ambientali.
Non so se questo sarebbe cultura ma certamente darebbe un bel esempio alle presenti e nuove generazioni.
Capisco che gli ambientalisti siano un po’ estremi, ma a estremi mali ……..
Sulmona può esprimere arte e cultura, ma in molti non lo capiscono e in pochi non troverebbero un tavolo apparecchiato.
Caro giornalista diciamocela tutta.
Se veramente siete convinti che questa centrale di compressione sia la morte x la valle peligni dove eravate quando tutto era ancora in progetto? Nn avete fatto niente di voerente cn quello che dite! Ora finitela di piangere!
ha perfettamente ragione, con i due impianti la
valle peligna rifiorirebbe ( nà 15dicina di dipendenti in totale, in difetto, ovviamente, e chi
l’ ha detto che si tratterà di nativi ).
Della qualità dell’ aria e della salute dei peligni chi se ne importa, c’ è tanto verde che li ossigena e rinfranca! Ah, sul Morrone c’è solo carbonella buona per i rustelle e a valle gli alberi si contano sulle dita.
(Si esagera, chiaramente).
Equilibrati, lungimiranti, articoli mai proposti per suscitare reazioni: un cliché, ormai.
Caro Luigi a Sulmona e Pratola Peligna ! non necessitano studi per accettare la qualità dell’ aria ed i siti industriali nocivi alla salute tollerabili basta leggere il Progetto Snam sulla Centrale di Metano TurboGas Case Pente che si trova su Google. I particolari ne discuteremo di persona
Saluti