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METAMORFOSI, FERRERA, SITO E LUDOVICO RESPINGONO LE ACCUSE. DOMANI TOCCA A LE DONNE

Sedici dei venti arrestati sono comparsi davanti al gip dell’Aquila. In tredici, tra cui Ivano Antonio Di Marco, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. La difesa di Mattia Gasbarro annuncia il ricorso al Riesame.

SULMONA. Tommaso Ludovico ha ammesso di fare uso di stupefacenti e ha negato di aver preso ordini dal gruppo. Stefano Sito ha raccontato di aver aiutato un ex detenuto in difficoltà economiche. Aldo Ferrera ha confermato di aver accompagnato il cugino a Roccaraso, ma ha detto di non sapere nulla dell’arma sulla quale lo ha interrogato il giudice. Sono le tre versioni difensive raccolte dal gip dell’Aquila Marco Billi nella prima giornata degli interrogatori di garanzia per l’inchiesta «Metamorfosi». Degli altri diciassette arrestati, tredici hanno scelto il silenzio e quattro compariranno domani, venerdì 6 novembre.

Le tre risposte al gip

Assistito dall’avvocata Claudia Sciarra, Ludovico ha sostenuto di aver agito autonomamente, contestando la ricostruzione che lo vuole soggetto alle direttive del sodalizio. Sito, difeso dall’avvocato Stefano Michelangelo, ha ricondotto la propria disponibilità nei confronti dell’ex detenuto alla volontà di favorirne il reinserimento. Per Ferrera, 23 anni, di Pratola Peligna, il punto da chiarire era invece che cosa sapesse al momento del viaggio con il cugino. Affiancato dall’avvocato Mario Iacovone, il giovane ha dichiarato di ignorare sia la disponibilità dell’arma sia la circostanza che a commissionarla, secondo l’accusa, fosse stato Antonino Maccarrone.

Le due presunte figure di vertice

Per conoscere la scelta di Massimiliano Le Donne, indicato dalla Dda come capo del gruppo locale, bisognerà attendere domani. Il suo difensore, Guido Colaiacovo, ha sollevato un’eccezione preliminare chiedendo tempo per esaminare gli atti. Il gip ha accordato il rinvio anche per gli altri due assistiti del legale, Davide Pantano e Mario Del Monaco, accusati di aver collaborato con Le Donne nella gestione dello spaccio in via Freda.

Nella stessa giornata comparirà Daniele Cellini. La Procura gli contesta di aver consentito ai clienti di pagare la droga attraverso il Pos del suo locale. Stando alle indicazioni informali raccolte alla vigilia, tutti e quattro sarebbero orientati ad avvalersi della facoltà di non rispondere.

Ha già fatto questa scelta Ivano Antonio Di Marco, l’altra figura che gli inquirenti collocano al vertice del presunto sistema criminale. È stato lui, alle 10, ad aprire la serie degli interrogatori, collegato dal carcere e assistito dall’avvocato Michelangelo.

Gasbarro prepara il ricorso

Tra i tredici che hanno scelto di non rispondere c’è anche Mattia Gasbarro, 23 anni. La sua difesa ha già indicato su quale terreno intende contestare la misura cautelare. Il giovane lavorava nell’attività commerciale che, secondo la Procura, Mario Pallozzi e Stefano Sito avrebbero aperto per conto di Di Marco. L’avvocata Cinzia Simonetti sostiene che in quel contesto Gasbarro avrebbe subito percosse, ricatti e violenze e che la sua posizione sarebbe quella di una persona offesa. La legale ha annunciato l’intenzione di ricorrere al Tribunale del Riesame.

Gli interrogatori hanno riguardato anche gli indagati ai quali la Dda attribuisce la disponibilità di immobili o attività utilizzati dal gruppo. Pallozzi, che gli inquirenti ritengono un prestanome di Di Marco, si è avvalso della facoltà di non rispondere, assistito dagli avvocati Piercarlo Cirilli e Alessandra Faiella. Stessa scelta per Fabrizio Pescatore, difeso dall’avvocato Luca Tirabassi. A Pescatore la Procura contesta di aver messo a disposizione un’abitazione come deposito e di aver frazionato la cocaina.

Ad Alessio Mancinelli viene invece contestato di aver messo a disposizione del sodalizio alcuni locali in piazza Plebiscito. Sia lui sia Nicolino Di Bucci, entrambi assistiti dall’avvocata Silvia Iafolla, hanno preferito non rispondere. Lo stesso ha fatto Andrea La Civita, 49 anni, difeso dagli avvocati Catia Puglielli e Alessandro Margiotta. Arrestato nel settembre 2025 con un chilo di cocaina, La Civita è accusato di aver agito su indicazione del gruppo. Si sono avvalsi della stessa facoltà, negli interrogatori da remoto, Michele Di Muro, Giuseppe Di Muro, Mario Iorio, Giovanni Massa ed Enri Bisha.

Con le quattro audizioni di domani si completeranno gli interrogatori dei venti arrestati. Le decisioni del gip sulle singole posizioni sono attese nei prossimi giorni.

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