CHIESTI 200MILA EURO DI DANNI DAI FAMILIARI DI GIANNI DE ANGELIS: AL CENTRO DEL PROCESSO L’AGGRESSIONE E IL SUCCESSIVO AGGRAVAMENTO
Il presidente del Sulmona Volley peggiorò dopo la caduta dal letto dell’ospedale dove era stato ricoverato. La difesa del commerciante accusato di averlo aggredito contesta il nesso tra le lesioni e le gravissime condizioni successive.
SULMONA – Duecentomila euro di risarcimento per i danni subiti da Gianni De Angelis, il presidente del Sulmona Volley che dal giugno 2024 non ha più ripreso conoscenza. È la richiesta avanzata dai familiari nel processo aperto ieri davanti al tribunale di Sulmona. Una vicenda nella quale la ricostruzione della presunta aggressione si intreccia con la successione degli eventi in ospedale: l’aggravamento delle condizioni di De Angelis è avvenuto dopo la caduta dal letto della struttura in cui era stato ricoverato. Una sequenza temporale sulla quale insiste la difesa.
Sul banco degli imputati siede Marco Quattrociocchi, commerciante sulmonese di 54 anni, accusato di lesioni aggravate dai futili motivi. I familiari di De Angelis, assistiti dagli avvocati Marcello Pacifico e Vincenzo Di Girolamo, hanno formulato in via equitativa la richiesta di risarcimento.
I fatti risalgono al 28 giugno 2024. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, una discussione per un parcheggio in via Patini sarebbe sfociata in un’aggressione: De Angelis sarebbe stato colpito ripetutamente con calci e pugni, fino a cadere a terra. A dare l’allarme furono alcuni automobilisti di passaggio.
Il presidente del Sulmona Volley venne soccorso e ricoverato. Nelle ore successive si verificò la caduta dal letto dell’ospedale, alla quale seguì l’aggravamento del quadro clinico. Nel corso della degenza al San Salvatore dell’Aquila fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Da allora non ha più ripreso conoscenza. Trasferito nell’autunno del 2024 in una struttura specializzata, non ha fatto registrare miglioramenti significativi e, secondo quanto riferito dai medici, permane il pericolo di vita.
Al centro del dibattimento ci saranno dunque la ricostruzione dell’episodio di via Patini e l’accertamento del rapporto tra le lesioni contestate e le successive condizioni del paziente. L’accusa ritiene Quattrociocchi responsabile dell’aggressione.
L’imputato ha sempre negato di averlo colpito, sostenendo di essersi limitato a prestargli soccorso dopo averlo trovato a terra nei pressi della propria attività. La difesa, affidata all’avvocato Stefano Michelangelo, ha indicato un consulente di parte e sostiene che l’aggravamento sia riconducibile esclusivamente a quanto avvenuto in ospedale, richiamando proprio la caduta dal letto.
Su quest’ultimo episodio era stata aperta una distinta indagine, avviata dopo la denuncia dei familiari. La procura dell’Aquila ne ha chiesto l’archiviazione, non essendo emersi profili di responsabilità del personale sanitario. La famiglia non si è opposta alla richiesta.
Il processo per la presunta aggressione entrerà nel vivo il prossimo 8 aprile.


