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DROGA E PRESUNTO METODO MAFIOSO, BLITZ DELLA DDA: SEDICI MISURE CAUTELARI A SULMONA E QUATTRO FUORI CITTÀ (Aggiornamento)

Al centro dell’inchiesta due presunti gruppi criminali, uno facente capo a Ivano Antonio Di Marco e l’altro a Massimiliano Le Donne. Circa cento poliziotti impegnati nell’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila.

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SULMONA – Sedici misure cautelari eseguite a Sulmona e quattro fuori città. È il bilancio del maxi blitz della Polizia di Stato scattato alle prime luci dell’alba nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila. Al centro degli accertamenti due presunti gruppi criminali che, secondo gli investigatori, farebbero capo rispettivamente a Ivano Antonio Di Marco e a Massimiliano Le Donne.

I venti provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale dell’Aquila su richiesta della DDA, sulla base delle indagini condotte dalla Sezione investigativa del Servizio centrale operativo dell’Aquila. Nell’operazione sono stati impiegati circa cento agenti, con il supporto di unità cinofile.

Le ipotesi di reato contestate a vario titolo riguardano il traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, danneggiamenti seguiti da incendi, armi ed esplosivi, riciclaggio e intestazione fittizia di beni, con l’aggravante del metodo mafioso. Un quadro accusatorio articolato, nel quale dovranno essere accertate le singole responsabilità.

Il primo dei due gruppi avrebbe avuto il proprio riferimento in Ivano Antonio Di Marco, ex barista, e avrebbe operato tra Sulmona e Pettorano sul Gizio. In questo filone sono coinvolti anche Mario Pallozzi, a sua volta ex barista, Stefano Sito, imprenditore nel settore della telefonia, e Fabrizio Bonaventura, operaio del Comune, (in stato di libertà per il quale è stata chiesta la custodia cautelare in carcere in attesa dell’interrogatorio cautelare), Di Marco, Pallozzi e Sito sono stati condotti in carcere, mentre per Bonaventura si aspetta l’interrogatorio di garanzia per eventuali provvedimenti restrittivi.

Secondo la ricostruzione accusatoria, i quattro avrebbero partecipato, con ruoli da chiarire nel corso del procedimento, alla gestione del traffico di stupefacenti e ai rapporti con altri soggetti coinvolti nelle attività illecite. Le intercettazioni telefoniche e ambientali avrebbero contribuito a ricostruire i contatti e a delineare la presunta organizzazione.

Il secondo gruppo farebbe invece capo a Massimiliano Le Donne, ex latitante, arrestato nel corso del blitz. Nello stesso filone sono stati arrestati Alessio Mancinelli, Davide Pantano, Andrea La Civita e Daniele Cellini.

L’inchiesta avrebbe portato alla luce una rete di relazioni e interessi che dalla Valle Peligna si sarebbe estesa ad altri territori italiani e anche all’estero. Gli investigatori ipotizzano collegamenti con ambienti della criminalità organizzata e il ricorso al metodo mafioso nelle condotte contestate.

Sulmona rappresenta il principale centro dell’operazione, con sedici misure cautelari eseguite in città sulle venti complessive. Gli altri quattro provvedimenti sono stati eseguiti fuori Sulmona, nell’ambito dell’intervento coordinato della Polizia di Stato.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le accuse dovranno essere verificate nel contraddittorio con le difese e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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