“RESTARE A PRATOLA”, PARTECIPAZIONE E CINQUE PROPOSTE PER IL FUTURO DEL TERRITORIO
Al primo incontro promosso dal nascente movimento Libera Pratola si è discusso di lavoro, spopolamento, commercio e servizi. Tra le idee: case a un euro con vincoli di residenza, uno sportello per chi vuole restare o tornare e un fondo per le botteghe
PRATOLA PELIGNA – Restare, tornare e costruire nuove opportunità. È stato questo il filo conduttore del primo incontro pubblico “Restare a Pratola. Lavoro, casa, futuro”, promosso dal nascente movimento Libera Pratola insieme ad associazioni e cittadini del territorio. Una serata dedicata all’ascolto e al confronto, dalla quale sono emerse cinque proposte che il movimento intende sviluppare.
A moderare l’incontro è stata la giornalista e produttrice culturale Maurita Cardone. Ad aprire i lavori è stato Lorenzo Berardinetti, presidente di Uncem Abruzzo e sindaco di Sante Marie da sette mandati, che ha affrontato le difficoltà delle aree interne e le opportunità legate alla nuova Legge sulla Montagna.

Anna Gioioso ha richiamato il valore della partecipazione civica, sostenendo che il coinvolgimento dei cittadini non dovrebbe limitarsi al voto e alla delega ai partiti. Ha quindi presentato alcuni dati sulla situazione demografica ed economica di Pratola: oltre 700 abitanti in meno in dieci anni, uno squilibrio generazionale, una disoccupazione giovanile al 32,8% e una contrazione stimata tra l’8 e il 10% dei piccoli esercizi commerciali di vicinato.
Le esperienze di altri territori sono state raccontate da Antonio Di Santo, sindaco di Opi, e Luca Santilli, sindaco di Gagliano Aterno. Tra i temi affrontati, le cooperative di comunità, la rigenerazione urbana e il rafforzamento dei servizi di prossimità.
Spazio anche alle testimonianze di chi ha scelto di investire nel territorio. Damiano Mastrangioli, della realtà “Oltre AI”, ha parlato delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e della possibilità di fare innovazione restando nel proprio paese. Andrea Sedici, fondatore dell’omonimo marchio di moda sposa, ha raccontato il percorso della sua impresa artigianale e la decisione di tornare a investire in zona, evidenziando le difficoltà che, a suo giudizio, incontra chi fa impresa in assenza di una visione amministrativa ambiziosa.
Il contributo culturale è arrivato da Marco Maiorano, presidente di SulmonaCinema, che ha sottolineato il ruolo dei progetti artistici per mantenere viva la Valle Peligna. Le riflessioni di Cardone e le letture poetiche di Elisabetta Liberatore hanno completato l’incontro, aggiungendo una dimensione culturale al tema della “restanza”.

Le cinque proposte
Dal confronto con i cittadini, Libera Pratola ha raccolto cinque proposte che il movimento indica come base per un percorso di lavoro. La prima riguarda l’inserimento della Valle Peligna nella programmazione europea 2028-2034 nell’ambito della Strategia nazionale per le aree interne.
Sul progetto delle “Case a 1 euro”, il movimento propone di introdurre vincoli di residenza o di affitto a canone calmierato per almeno dieci anni, con l’obiettivo di favorire il ripopolamento. Un’altra idea è l’istituzione di uno sportello comunale “Restare e Tornare”, per orientare cittadini, giovani, famiglie e potenziali nuovi residenti tra opportunità, agevolazioni e servizi.
Per sostenere le attività commerciali del centro, viene proposto un fondo comunale che contribuisca ai canoni di locazione delle botteghe. La quinta proposta riguarda un servizio di trasporto a chiamata, da realizzare in collaborazione con il Terzo settore, per ridurre l’isolamento degli anziani e facilitarne l’accesso ai servizi.
Gli organizzatori definiscono l’incontro il primo passo di un percorso partecipativo, con l’obiettivo di tradurre le idee raccolte in iniziative concrete per il futuro di Pratola.


