TRIBUNALE, BIANCHI CHIEDE A TIRABASSI DI RESTITUIRE LA FASCIA: «È IL MOMENTO DELLA COERENZA»
Lettera aperta di Direzione Sulmona al sindaco e presidente dell’Ordine degli avvocati: «Fallita la strategia delle proroghe». La richiesta di una rottura con la filiera politica che sostiene l’amministrazione.
SULMONA – Riconsegnare la fascia tricolore per protestare contro lo stallo sulla salvaguardia del Tribunale e della Procura della Repubblica. È il gesto che Elisabetta Bianchi, per Direzione Sulmona, chiede a Luca Tirabassi in una lettera aperta indirizzata al sindaco nella sua duplice veste di primo cittadino e presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati.
Un affondo che investe la strategia seguita finora per assicurare un futuro agli uffici giudiziari peligni e richiama direttamente gli impegni che, secondo Bianchi, Tirabassi avrebbe assunto durante la campagna elettorale: mettere in discussione la propria carica qualora le promesse di salvataggio fossero rimaste senza seguito.
«Quel momento è arrivato», scrive Bianchi, chiedendo al sindaco di prendere pubblicamente atto «dello stallo e del fallimento della linea politica portata avanti finora». Nel mirino finiscono le proroghe annuali, gli incontri romani e le rassicurazioni che, a giudizio dell’esponente di Direzione Sulmona, non hanno prodotto una soluzione legislativa definitiva.
La lettera descrive una tutela affidata soprattutto alla «tradizione orale», tra «promesse da passerella» e annunci senza una concreta traduzione normativa. Bianchi teme che la questione possa slittare alla prossima legislatura, costringendo il territorio a ricominciare il confronto con interlocutori politici e orientamenti potenzialmente diversi.
Una critica che coinvolge anche la gestione degli ultimi passaggi parlamentari. Bianchi contesta il rimpallo di responsabilità sugli emendamenti e sulle dichiarazioni di inammissibilità e rivolge un rilievo al Comitato per la salvaguardia, che nella sua lettura «parrebbe ormai rassegnato ad accettare passivamente una mera proroga biennale tampone».
Per Direzione Sulmona, un ulteriore rinvio non rappresenterebbe una risposta adeguata. «Non servono emendamenti “sotto traccia” o mediazioni al ribasso per guadagnare tempo: serve una legge strutturale ben scritta e definitiva», sostiene Bianchi. Accettare ancora la logica della proroga, aggiunge, significherebbe «finanziare un’agonia e posticipare la chiusura».
Il passaggio centrale della lettera è però la richiesta rivolta personalmente a Tirabassi. Bianchi gli domanda una «netta rottura» con la filiera politica che lo ha sostenuto, accusata di non essere riuscita a difendere il presidio giudiziario. La restituzione della fascia viene indicata come un atto capace di anteporre la dignità istituzionale alle «logiche di scuderia» e di dare forza alla protesta della città.
Un gesto che Bianchi propone come alternativa alle forme di mobilitazione già sperimentate in passato, dalle manifestazioni alle occupazioni fino agli scioperi della fame. L’obiettivo dichiarato è dimostrare che «Sulmona, la sua Giustizia, il suo Foro e i suoi cittadini non sono merce di scambio elettorale».
«La città e la classe forense attendono da Te un segnale immediato di coraggio e di coerenza», conclude la lettera, portando il confronto sul futuro del Tribunale direttamente sul terreno della responsabilità politica del sindaco.



Vorremmo sentire i Senatori nel merito, visto che a loro piace fare bella mostra.
Eccoli belli che elencati:
– Etelwardo Sigismondi (Fratelli d’Italia) – Maggioranza
– Guido Quintino Liris (Fratelli d’Italia) – Maggioranza
– Michele Fina (Partito Democratico) – Opposizione
– Gabriella Di Girolamo (Movimento 5 Stelle) – Opposizione