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DA PRATOLA A ROMA IN CERCA DI LIBERTÀ: PIETRO SANTILLI FIRMA «QUELLO CHE LE STELLE NON DICONO»

Disponibile dal 10 ottobre su Amazon e in libreria, il romanzo pubblicato da Jacopo Lupi Editore è la quinta opera dell’autore che si firma Sanpiè. Una storia ispirata a vicende reali, tra musica, amori e desiderio di cambiare vita nell’Italia degli anni Sessanta e Settanta.

PRATOLA PELIGNA – Lasciare il paese, sottrarsi a un futuro già disegnato e partire per scoprire chi si vuole diventare. Comincia da Pratola Peligna il viaggio di Charlie, protagonista di «Quello che le stelle non dicono», il nuovo romanzo di Pietro Santilli, che firma le sue opere con lo pseudonimo Sanpiè. Il libro, pubblicato da Jacopo Lupi Editore e disponibile dal 10 ottobre su Amazon e in libreria, segna la quinta tappa del suo percorso editoriale.

Liberamente ispirata a una storia vera, la vicenda si sviluppa sullo sfondo dell’Italia degli anni Sessanta e Settanta, attraversata da profondi cambiamenti sociali e culturali. Ezio, chiamato da tutti Charlie, avverte il peso delle consuetudini del paese e delle aspettative familiari. Il percorso immaginato per lui dagli altri non coincide con le sue aspirazioni: vuole conoscere ambienti diversi, sperimentare e mettersi alla prova.

La scelta di trasferirsi a Roma apre una nuova fase della sua vita. Alla dimensione della provincia, fatta di legami ma anche di regole, si contrappone una capitale animata dalla musica, dalla controcultura e dalla ricerca di nuove forme di libertà. Qui Charlie incontra personaggi fuori dagli schemi, stringe amicizie e si lascia coinvolgere in esperienze intense, a volte rischiose.

Anche gli amori accompagnano il suo cammino. Passioni, distacchi e nuovi incontri contribuiscono alla crescita del protagonista, costringendolo a misurarsi con desideri e fragilità. Charlie sbaglia, prende decisioni avventate, segue le emozioni: il suo percorso verso l’età adulta passa attraverso queste contraddizioni e la progressiva consapevolezza delle proprie scelte.

Sanpiè intreccia memoria e invenzione, affidandosi a una scrittura vivace e ironica, arricchita da espressioni dialettali. Le vicende personali si inseriscono nel fermento di un’epoca in cui molti giovani cercavano di allontanarsi dai modelli ereditati per costruire un’esistenza diversa.

Il rapporto tra le radici e il desiderio di partire resta al centro del racconto. Pratola Peligna è il punto da cui prende avvio una ricerca che conduce Charlie oltre i confini del paese, ma soprattutto dentro le inquietudini della propria generazione.

«Quello che le stelle non dicono» richiama così, fin dal titolo, l’incertezza del futuro: una strada che il protagonista prova a scegliere attraverso gli incontri, gli errori e il coraggio di affrontare ciò che ancora non conosce.

 

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