TRE FILM SU SAN FRANCESCO A CONFRONTO A SAN BERNARDINO SU INIZIATIVA DELLA FRATERNITA’ FRANCESCANA
di Federica Farda
L’AQUILA – Ciak si….parla di San Francesco: tre pellicole a confronto sul fraticello di Assisi morto oggi, 800 anni fa. Un’iniziativa della fraternità francescana di San Bernardino, inserita nell’ambito del triduo per la festa di San Francesco 2026, che, di fatto, ha visto fra Simone Castaldi, da pochi giorni giunto in città, presentarsi alla comunità nella sua nuova veste di padre guardiano della basilica aquilana di San Bernardino.
Fra Simone, fino a tre settimane fa a Roma e grande esperto di Terra Santa, è anche appassionato cinefilo e ieri, nella sala studio 70 volte 7 di via San Basilio adiacente al monastero di Sant’Amico, ha messo a confronto spezzoni di Francesco giullare di Dio, Fratello Sole Sorella Luna e Francesco, ovvero tre film tra quelli più noti degli ultimi 76 anni incentrati sulla vita del fondatore dell’ordine francescano. Tre pellicole, tutti e tre firmate da autorevoli registi.
Ad iniziare da Francesco Giullare Di Dio, un film del 1950 diretto da Roberto Rossellini, sceneggiato da Federico Fellini, Brunello Rondi e dallo stesso Rossellini e che racconta il frate di Assisi attraverso i suoi fioretti e i suoi discepoli impersonificati da veri frati del convento di Maiori. Il risultato è che un discepolo, frate Ginepro, nel film Severino Pisacane, come anche il tiranno, ossia Aldo Fabrizi, sovrastano la figura di Francesco, alias Nazario Gerardi.
“Una sovrapposizione – ha fatto notare fra Simone Castaldi – che già è ben manifesta nella locandina pubblicitaria”. Se il regista neorealista presentò la pellicola, fuori concorso, all’11.ma Mostra del Cinema di Venezia riscuotendo un tiepido successo, come raccontano le cronache dell’epoca, non si può non dirlo per Fratello Sole, Sorella Luna di Zeffirelli il secondo film raccontato e, brevemente mostrato, da fra Simone Castaldi.
Vincitore del David di Donatello del 1972 come miglior regia e candidato all’Oscar nel 1974 per la miglior scenografia, vede nel soggetto e nella sceneggiatura una collaborazione tra assi del cinema, ovvero Franco Zeffirelli, Suso Cecchi D’Amico e Lina Wertmüller che fanno ben risaltare il cambiamento di personalità tra il Francesco viziato e l’invasato da Dio che genera scandalo prima tra i suoi stessi concittadini e poi nella curia dei cardinali a Roma quando il giovane si reca dal papa Innocenzo III che, poi, approverà lo stile di vita evangelico dando origine all’Ordine francescano. Gli sfarzi in cui era anche ambientato Fratello Sole, Sorella Luna e ben enfatizzati nella scena finale, in cui Francesco incontra il Papa e girata nel Duomo di Monreale vicino a Palermo, scompaiono nell’uggioso, o meglio piovoso, Francesco di Liliana Cavani dove la vita del futuro santo è narrata attraverso i ricordi di Chiara e di alcuni suoi seguaci.
È quanto sostanzialmente ha fatto notare fra Simone Castaldi.
Il film della Cavani fu candidato alla Palma d’oro del Festival di Cannes nel 1989 e, tra l’altro, con Danilo Donati vinse il David di Donatello, il Nastro d’argento (a cui si aggiunse anche quello per il migliore attore non protagonista a Fabio Bussotti, ovvero fra’ Leone) e il Ciak d’Oro come migliore scenografia.
Una scenografia ambientata anche nell’aquilano e precisamente sulle alture di Santo Stefano di Sessanio, che si intravede sullo sfondo, nei pressi di un laghetto vicino la Fossa di Paganica nell’Altopiano di Campo Imperatore e nella la chiesa di Santa Maria dei Centurelli o Cintorelli nella campagne di Caporciano.
Tutti luoghi che videro impegnati il protagonista, Francesco, interpretato da Mickey Rourke.
In particolare, a Santo Stefano di Sessanio, Francesco cerca vanamente di impedire un’impiccagione, sulle rive del laghetto viene “tentato” mentre passeggia con due confratelli e si getta nudo nella neve e la chiesa di Centurelli diventa il convento francescano di Assisi che Francesco scoperchia perché i “fratelli non hanno case”.



