ROTTAMAZIONE DEI TRIBUTI: VIA LIBERA DEL CONSIGLIO. DOMANDE ENTRO IL 5 DICEMBRE
Definizione agevolata per i debiti comunali affidati al concessionario entro il 15 luglio 2026. Pagamento in un’unica soluzione entro il 30 gennaio 2027 o fino a 30 rate mensili. La minoranza: «Regolamento poco chiaro e troppo rigido»
SULMONA – È operativa la definizione agevolata dei tributi comunali. I contribuenti interessati dovranno presentare la domanda attraverso il portale telematico dedicato entro il 5 dicembre. Il concessionario dovrà attivare la piattaforma entro dieci giorni dalla pubblicazione del regolamento e comunicare entro il 31 dicembre l’ammissione o l’eventuale esclusione dalla procedura, indicando gli importi da versare.
Il pagamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 30 gennaio 2027 oppure con un piano fino a un massimo di trenta rate mensili. Sulle rate successive alla prima saranno applicati gli interessi al tasso legale, maggiorato di un punto percentuale.
La misura riguarda i debiti pregressi relativi a IMU e ICI, TASI, TARI e TARES, imposta comunale sulla pubblicità, TOSAP e TARIG, risultanti da ingiunzioni fiscali o accertamenti esecutivi affidati al concessionario della riscossione entro il 15 luglio 2026.
Come funziona la definizione agevolata
Per estinguere le pendenze sarà necessario versare il capitale, gli oneri di riscossione, le spese sostenute per le procedure esecutive e cautelari, le spese di notifica e gli interessi di mora. Saranno invece cancellati le sanzioni e gli interessi applicati nella fase di accertamento.
Il Consiglio comunale ha approvato il regolamento con la deliberazione numero 44 del 3 ottobre, accogliendo soltanto una parte degli emendamenti presentati dalle opposizioni. Con il via libera consiliare, la procedura può ora entrare nella fase operativa: contribuenti e imprese potranno verificare sul portale le posizioni ammesse e conoscere l’importo effettivamente dovuto.
Le contestazioni della minoranza
Durante il dibattito, Katia di Marzio e Antonella La Gatta sono intervenute a nome delle opposizioni, precisando che la minoranza non è contraria al principio della definizione agevolata. Le critiche riguardano invece il contenuto del regolamento, giudicato poco chiaro, rigido e incompleto in alcuni passaggi rilevanti.
«Il cittadino come fa a sapere che cosa significa annualità pregresse?», ha chiesto La Gatta, contestando l’assenza di un’indicazione precisa degli anni interessati. Secondo la consigliera, per ricostruire il periodo di riferimento sarebbe necessario consultare la relazione accompagnatoria, dalla quale emergerebbe che la misura riguarda i carichi affidati alla Soget fino al 2018.
La minoranza ha inoltre contestato l’esclusione dei crediti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il beneficio sarebbe quindi riservato alle posizioni gestite dal concessionario comunale, lasciando fuori altre pendenze, comprese quelle relative alle sanzioni per violazioni del Codice della strada.
Per l’opposizione, questa scelta determina una disparità tra cittadini con debiti verso lo stesso Comune, trattati diversamente in base al soggetto incaricato della riscossione. La richiesta alla maggioranza è di chiarire le ragioni tecniche ed economiche dell’esclusione.
Le criticità del regolamento
Tra i punti contestati c’è anche la maggiorazione di un punto percentuale applicata al tasso legale per chi sceglierà la rateizzazione. La minoranza ha criticato inoltre le conseguenze previste in caso di decadenza: chi non rispetterà il piano perderà il beneficio e non potrà accedere, per gli stessi carichi, a eventuali future definizioni agevolate.
Dubbi sono stati sollevati anche sui dati economici contenuti nella relazione. I residui attivi ammonterebbero complessivamente a circa 13,3 milioni di euro, mentre i carichi affidati alla Soget sarebbero pari a circa 7,7 milioni, dei quali cinque milioni riferiti al tributo e la parte restante a sanzioni e interessi. Secondo l’opposizione, non sarebbe sufficientemente chiarita la composizione della differenza tra i due importi.
La minoranza ha infine giudicato troppo ottimistiche le previsioni di recupero, stimate tra il 30 e il 70 per cento, alla luce dei risultati delle precedenti definizioni agevolate e dell’attuale capacità di riscossione degli accertamenti, indicata intorno al 29 per cento.
«Non siamo contrari per principio alla definizione agevolata – ha concluso Di Marzio – ma a un regolamento che pretende di essere approvato senza essere chiarito fino in fondo». La richiesta è di spiegare alla città quali debiti potranno essere effettivamente rottamati, quali resteranno esclusi e quale sarà la reale convenienza per i contribuenti.


