QUANDO IL GIORNALISMO ERA CONSUMARE LE SUOLE DELLE SCARPE E GIGGI DI FONZO CONOBBE L’ANTENATA DI FEDERICO II
L’AQUILA – Questa sera alle ore 18,00, nella Libreria Colacchi, i colleghi Andrea Mori e Giuliano di Tanna presentano il loro libro sui primi anni del quotidiano “Il Centro”. Una raccolta di testimonianze di alcuni dei protagonisti dell’epoca, quando il giornalismo era consumare le suole delle scarpe e i comunicati stampa dei politici valevano una breve.
Tra i miei aneddoti personali, nella redazione del giornale all’Aquila, un simpatico ricordo mi torna alla mente. Vale a dire quando Giggi Di Fonzo “conobbe” l’antenata (sƬ, l’antenata) di Federico II. Erano i tempi del treno Federiciano che arrivava alla stazione ferroviaria dell’Aquila. Evento speciale, ed ecco che Giggi di Fonzo mi dice: “Dai, Giosi, vacci tu e fai un pezzo dei tuoi”. Lui saprĆ solo ora che non ci andai e che il pezzo lo feci di fantasia ricordando le battaglie dei Teutonici di Federico a Celano, a Capitignano, la cattura del messo dei Signori di Poppletum per la fondazione della cittĆ sul Monte Acculo. Fantasia con fondamenti storici, chiaramente. Scrivo il pezzo, ma sbaglio il numero dei “moduli”: di una riga più corto. Giggi prende il pezzo per metterlo a misura e ci aggiunge una chicca meravigliosa: “Sul treno era presente l’antenata di Federico II”.
L’indomani per L’Aquila in parecchi mi guardavano ridendo. Il buon Giovacchino D’Annibale mi disse: “In redazione abbiamo appeso il tuo pezzo visto che hai fatto uno scoop unico. Hai addirittura conosciuto l’antenata di Federico II”.
Anche questo era “Il Centro” a quei tempi. L’antenata era di Giggi, ma la firma in fondo al pezzo era la mia.



