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GRANDE SUCCESSO ALLA LIBRERIA COLACCHI PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “QUEI RAGAZZI DEL CENTRO”

di Giosafat CapulliĀ 

L’AQUILA – Un’ora e 40 minuti di vera allegria alla libreria Colacchi per la presentazione del libro dei colleghi Andrea Mori e Giuliano di Tanna: “Quei Ragazzi del Centro”. Mattatore della serata Andrea Fusco, che ha diretto da maestro qual ĆØ l’evento. Andrea, uno dei pilastri fondanti del giornale, ha ricordato gli inizi: quando riempiva le pagine sportive di tabellini della Prima Categoria di calcio. Praticamente nello stesso giorno si scriveva di calcio minore, di giudiziaria, passando per la cronaca politica locale. Andrea da gran signore ha ricordato la figura di Alessandro Orsini, redattore del Messaggero, presenti la moglie e il figlio, il collega Alberto. Un momento delicato e di grande umanitĆ  per un collega scomparso prematuramente. ma che nessuno di noi ha mai dimenticato. Ed ecco che Giustino Parisse, il re del foro boario di Onna, ha raccontato quando Giampiero Giancarli in un pezzo fece morire Pippo Baudo, che era vivo e vegeto. E Marina Marinucci, attuale presidente regionale dell’Ordine dei Giornalisti, ha ricordato di quando l’allora sindaco Biagio Tempesta le sbatteva la porta in faccia a Palazzo Margherita. Sala piena da Colacchi, ad ascoltare come si faceva il giornalismo libero; di quando, lo ha ricordato la collega Toni Filippini, “la notizia era la regina che governava il giornale”. E gli aneddoti non sono di certo mancati di fronte a un pubblico che ha applaudito gli interventi di tutti noi a scena aperta: divertito e interessato. Presenti anche alcuni politici di rango: Stefania Pezzopane,Ā  Roberto Santangelo, Carla Mannetti e Paolo Romano.Ā  Alcuni di loro hanno scoperto che ĆØ esistito un mondo dell’informazione senza padrini nĆ© padroni. CosƬ era al Centro prima che cambiasse la proprietĆ . L’iniziativa editoriale dei colleghi e amici Andrea Mori e Giuliano Di Tanna, ha rimesso al centro dell’interesse sociale e democratico il bisogno di libertĆ  di informazione. Di quella informazione libera e senza paura che ĆØ il vero sale della democrazia e garanzia di libertĆ  collettiva.

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