ACCESSO AGLI ATTI NEGATO, BIANCHI ATTACCA IL COMUNE: «I RESPONSABILI PAGHINO DI TASCA PROPRIA»
Direzione Sulmona chiede un’indagine interna dopo la sentenza del TAR. Nel mirino la gestione del contenzioso, la convocazione del Consiglio e l’atteggiamento di parte delle opposizioni.
SULMONA – «Non si può scherzare con i soldi dei cittadini». Parte dalla vicenda dell’accesso agli atti negato all’avvocato Fracassi il nuovo affondo di Elisabetta Bianchi, che per Direzione Sulmona chiede all’amministrazione comunale un’indagine interna e l’accertamento delle eventuali responsabilità per i costi del contenzioso.
Al centro del comunicato diffuso oggi, 3 ottobre, c’è una recente sentenza del TAR che, secondo quanto riferisce Bianchi, ha condannato il Comune per il diniego opposto a una richiesta di accesso alla documentazione per finalità difensive. Il tribunale amministrativo avrebbe respinto le motivazioni dell’ente, che aveva ritenuto l’istanza generica e priva di interesse, riconoscendo invece le esigenze difensive della richiedente.
Per Direzione Sulmona, la questione non può esaurirsi nell’approvazione del debito fuori bilancio derivante dalle spese di lite. Occorre chiarire, sostiene Bianchi, chi abbia assunto le decisioni che hanno portato alla soccombenza del Comune e se da queste possano derivare responsabilità erariali.

La contestazione investe anche l’organizzazione dei lavori del Consiglio comunale. Bianchi critica la scelta di convocare una seduta separata e urgente per il riconoscimento del debito, senza seconda convocazione: modalità che, a suo giudizio, sarebbero fuori dalle previsioni del regolamento. Denuncia inoltre un percorso della proposta di delibera diverso da quello seguito per altri provvedimenti analoghi.
Nello stesso quadro si inserisce la polemica sulle interrogazioni rimaste senza spazio nell’assise civica. Secondo Direzione Sulmona, il presidente del Consiglio Franco Di Rocco avrebbe dovuto comunque calendarizzarle nel rispetto del regolamento, mentre i debiti fuori bilancio stanno assorbendo l’attenzione e i lavori dell’assemblea.
Un ulteriore fronte riguarda l’esecuzione della sentenza. Stando al comunicato, il Comune avrebbe sostenuto l’inesistenza della documentazione richiesta e, su mandato della giunta guidata dal sindaco Luca Tirabassi, si sarebbe opposto al giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l’adempimento della decisione del TAR. Una scelta che, secondo Bianchi, rischia di aumentare ancora i costi a carico delle casse pubbliche.
L’attacco politico coinvolge anche parte delle opposizioni, accusate di legittimare con l’assenza o il silenzio le modalità di gestione del Consiglio. «Chi tollera prassi fuori dai canoni del regolamento pur di non disturbare il manovratore dispone di cose non sue», afferma Bianchi.
La richiesta conclusiva è rivolta al sindaco Luca Tirabassi, all’assessore al personale Mauro Tirabassi e alla Commissione consiliare di controllo: avviare un’indagine interna e sottoporre le condotte contestate agli organi disciplinari competenti. «Pretendiamo che i responsabili paghino di tasca propria», conclude Bianchi, chiedendo che siano ristorate le casse dell’ente. Eventuali responsabilità personali, disciplinari o erariali dovranno essere accertate nelle sedi competenti.



È anni che ci abusate !!! non pagheranno ma anzi li premieranno per lo sforzo.
Solo la paura del patibolo potrebbe incentivare il loro lavoro, ma con magistrati e procura così inetti …………