MINACCE PER TELEFONO A MADRE E FIGLIA 12ENNE: 40ENNE A PROCESSO
Quattro chiamate anonime alla vigilia di Ferragosto del 2021: i carabinieri hanno risalito all’intestataria dell’utenza. Udienza fissata per il 18 gennaio.
ROCCARASO – «Sappiamo dove abitate. Vedrete ora cosa vi succederà». Quattro telefonate anonime, cariche di minacce rivolte a una madre e alla figlia che all’epoca aveva appena dodici anni. Per quella vicenda dovrà affrontare il processo Mihaela Robu, 40enne di origine romena.
Il giudice dell’udienza predibattimentale, Maria Sole Aiudi, ha disposto che il procedimento prosegua, ritenendo gli elementi raccolti sufficienti a formulare una ragionevole previsione di condanna.
Il dibattimento è stato fissato per il 18 gennaio. Le responsabilità dell’imputata dovranno essere accertate nel corso del processo.
I fatti risalgono alla vigilia di Ferragosto del 2021. Sul cellulare intestato a una donna di Roccaraso, oggi 59enne, erano arrivate quattro chiamate anonime.
Dall’altra parte del telefono sarebbero state pronunciate frasi intimidatorie dirette sia a lei sia alla figlia minorenne: «Vi roviniamo. Ci pensiamo noi a te e a tua figlia».
La madre si era quindi rivolta ai carabinieri, presentando una denuncia contro ignoti. Gli accertamenti dei militari hanno consentito di risalire all’intestataria dell’utenza dalla quale erano partite le telefonate, individuata nell’attuale imputata.
La contestazione formulata dal sostituto procuratore della Repubblica Stefano Iafolla riguarda le chiamate con cui la donna avrebbe arrecato molestia o disturbo «per petulanza o altro biasimevole motivo».
Resta da chiarire il motivo dell’accaduto. Madre e figlia riferiscono di non avere alcun legame con la 40enne e, ancora oggi, si interrogano sulle ragioni di quelle telefonate.
Un aspetto sul quale il dibattimento potrà fare luce, insieme alla ricostruzione dei fatti e all’accertamento delle eventuali responsabilità.


