INAUGURATO IL NUOVO BIVACCO PELINO SUL MONTE AMARO: TUTTI I PARTICOLARI DELL’OPERA
Sulla vetta della Maiella una struttura progettata per resistere alle condizioni estreme dell’alta montagna. Acciaio corten, energia solare e componenti trasportati in elicottero: progetto e direzione dei lavori affidati allo studio sulmonese Giampietro Engineering.
MONTE AMARO – È stato inaugurato ieri, a 2.793 metri di quota, il nuovo Bivacco Pelino. Sulla vetta più alta della Maiella torna così a disposizione degli escursionisti un punto di riparo, realizzato affrontando una sfida che ha coinvolto ogni aspetto dell’opera: dalla scelta dei materiali al trasporto dei componenti, fino al montaggio in un luogo raggiungibile soltanto a piedi o con l’elicottero.

Dietro le dimensioni contenute della struttura c’è un lavoro di progettazione complesso, condizionato da vento, neve, basse temperature e continui cicli di gelo e disgelo. A firmare il progetto e a curare la direzione dei lavori è stato Giampietro Engineering, studio con sede a Sulmona composto dall’ingegnere Andrea Giampietro, dall’architetta Melania Lucci e dall’ingegnera Maria Di Rocco, sotto il coordinamento dello stesso Giampietro.
La prima peculiarità del nuovo bivacco è la forma: una struttura di tipo emisferico, la cui superficie curva è stata tradotta in una serie di elementi triangolari piani. Una geometria sfaccettata che unisce l’aspetto architettonico alle esigenze strutturali e costruttive. L’ossatura portante è in acciaio, mentre il rivestimento esterno è composto da pannelli triangolari in acciaio corten. All’interno, invece, sono stati utilizzati elementi della stessa forma in legno okumè.

Forma, materiali e collegamenti sono stati studiati come parti di un unico sistema, con l’obiettivo di assicurare resistenza, durata e possibilità di manutenzione in un ambiente nel quale ogni intervento diventa particolarmente impegnativo.
Anche la fruibilità degli spazi ha avuto un ruolo centrale. La luce naturale entra attraverso le superfici vetrate lungo il perimetro e un oblò circolare al centro della copertura. Un impianto fotovoltaico alimenta l’illuminazione artificiale e le prese USB e USB-C dedicate alle singole postazioni letto. L’aerazione naturale contribuisce a regolare l’umidità interna e a mantenere condizioni adeguate per chi utilizza il bivacco.
La sfida più delicata è stata però trasformare il progetto in un cantiere possibile sulla cima del Monte Amaro. Materiali, componenti e attrezzature hanno raggiunto la vetta mediante elicottero: un vincolo che ha imposto di definire fin dall’inizio dimensioni e pesi dei pezzi, modalità di movimentazione, sistemi di connessione e sequenze di assemblaggio.
La progettazione della struttura è quindi proceduta insieme a quella delle fasi di costruzione. Ogni elemento doveva essere trasportabile e montabile in quota, tenendo conto di condizioni meteorologiche mutevoli e tempi operativi limitati. La direzione dei lavori è stata svolta direttamente sul posto, seguendo le lavorazioni e verificando l’esecuzione delle soluzioni previste.
L’intervento di recupero e valorizzazione ha potuto contare su 120 mila euro oltre IVA, finanziati per metà dalla Regione Abruzzo, nell’ambito del Fondo Unico Nazionale per il Turismo 2022, e per metà dall’Ente Parco Nazionale della Maiella. A queste risorse si è aggiunto un ulteriore contributo del CAI centrale, indicato nell’ambito dei fondi regionali FSC 2021-2027, con il supporto dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione nella gestione del finanziamento.
L’inaugurazione restituisce alla vetta della Maiella un presidio per gli escursionisti e conclude un lavoro nel quale l’ingegneria ha dovuto rispondere a due esigenze inseparabili: costruire un riparo capace di affrontare l’alta montagna e trovare il modo di realizzarlo lassù.


