CITAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI PER PRESUNTO DANNO ERARIALE ARRECATO ALL’AMA NEI CONFRONTI DI FAUSTA BERGAMOTTO, CARLA MANNETTI E GIANMARCO BERARDI
di Giosafat Capulli
L’AQUILA – Atto di citazione della Corte dei Conti nei confronti di Fausta Bergamotto (ex assessora comunale e oggi sottosegretaria di Stato alle Imprese e al Made in Italy), Carla Mannetti (oggi Consigliera Regionale) e dell’ex amministratore unico dell’Ama Gianmarco Berardi. I giudici contabili contestano ai tre un danno erariale (anni di riferimento 2021-2024) per la gestione delle indennità e le spettanze relative ai lavoratori Ama: l’azienda della mobilità. A tal proposito il sindaco dell’Aquila ha diramato un comunicato stampa in cui difende a spada tratta l’operato della sua Amministrazione in carica dal 2017 e delle persone sottoposte a citazione, senza però pubblicare l’atto di citazione dove sono puntualmente descritti i rilievi mossi dal procuratore della magistratura contabile nei confronti dei tre personaggi in questione. L’atto di citazione non è un rinvio a giudizio, ma solo una contestazione iniziale alla quale per procedura della Corte dei Conti si invita a presentare le debite controdeduzioni. Quindi il comunicato stampa del sindaco Biondi, che comunque pubblichiamo, non rispetta la procedura corretta dal punto di vista formale e giuridico secondo la normativa procedurale della Corte dei Conti. E, cosa non secondaria per la correttezza dell’informazione, non contiene le documentazioni relative agli atti di citazione. Ricordiamo solo, prima di pubblicare a seguire il comunicato stampa che Biondi è in carica da 2017 e i fatti contestati dalla Corte dei Conti sono relativi agli anni 2021-2024. La sua amministrazione era in carica già da quattro anni.
ECCO LA DIFESA D’UFFICIO DEL SINDACO BIONDI
“Oggi abbiamo ricevuto la notifica di un atto di citazione dinanzi alla Corte
dei conti relativo alla vicenda delle indennità riconosciute ai lavoratori dell’Azienda della mobilità aquilana e al trasferimento di risorse destinate alla società”.
dei conti relativo alla vicenda delle indennità riconosciute ai lavoratori dell’Azienda della mobilità aquilana e al trasferimento di risorse destinate alla società”.Lo affermano in una nota il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, gli ex assessori Fausta Bergamotto e Carla Mannetti, attualmente, rispettivamente, sottosegretario di Stato al ministero delle Imprese e del Made in Italy e consigliere della Regione Abruzzo, e l’allora amministratore unico dell’Ama Gianmarco Berardi.
“La questione risale agli anni 2020 e 2021, in un momento particolarmente delicato per Ama a seguito dell’azzeramento della contrattazione di secondo livello a causa delle difficoltà economiche dell’azienda ereditate dalla precedente gestione. All’interno della società esisteva da tempo una significativa differenza di trattamento economico tra i lavoratori assunti prima del 1999 e quelli entrati in servizio successivamente. Il contenzioso sfociò anche in ricorsi davanti al giudice del lavoro e determinò uno stato di agitazione sindacale, con l’apertura di una procedura di raffreddamento presso la Prefettura e proteste clamorose che richiesero un deciso impegno istituzionale”.
“Proprio nell’ambito di quel confronto, alla presenza e in pieno accordo con le organizzazioni sindacali, si arrivò alla definizione di un percorso volto a superare la sperequazione esistente tra i dipendenti e a garantire maggiore stabilità all’azienda. La procedura si concluse con un verbale di conciliazione e con la previsione di un fondo perequativo destinato a ridurre le differenze salariali e contestualmente a ottimizzare il servizio per le rinnovate esigenze dell’utenza e per fronteggiare l’emergenza Covid in atto. Si è trattato, in sostanza, di risorse che il Comune ha regolarmente e interamente trasferito nelle casse di Ama affinché la società potesse far fronte agli impegni presi con i propri dipendenti”.
“È fondamentale chiarire che le scelte della parte politica non furono assunte in modo isolato o estemporaneo: esse si inserirono in un procedimento amministrativo complesso, accompagnato da relazioni, istruttorie e valutazioni tecniche avallate da tutti i dirigenti che si sono succeduti alla guida del settore Partecipate dell’ente dall’inizio del 2020, e in un quadro nel quale erano intervenuti anche gli organi societari e il Consiglio comunale con propri indirizzi, la stessa documentazione richiamata nell’atto di citazione, infatti, dà conto di relazioni e proposte dell’amministratore unico, del collegio sindacale e del revisore unico, oltre che dell’attività degli uffici e dei consulenti”.
“In quel momento la politica aveva il dovere di dare risposte a una situazione concreta e molto delicata: c’erano impegni assunti nel confronto con i lavoratori, una forte tensione sindacale e la necessità di garantire la continuità e la la serenità di un servizio pubblico essenziale per studenti, categorie deboli e fragili e anziani, nell’esclusivo interesse della comunità cittadina”.
“Nessun amministratore ha tratto alcun beneficio personale da quelle decisioni, anzi: i fondi oggetto della contestazione sono stati destinati esclusivamente all’azienda. L’obiettivo era unicamente quello di affrontare un problema aziendale reale e di dare una risposta ai lavoratori, nel rispetto del percorso tecnico e istituzionale seguito in quei mesi”.
“Per questo viviamo con amarezza il fatto di essere oggi chiamati a rispondere personalmente di quelle scelte. Naturalmente sarà il collegio giudicante della Corte dei conti a valutare nel merito le singole posizioni e nelle sedi competenti faremo valere tutte le nostre ragioni ma riteniamo doveroso ricordare sin da ora il contesto nel quale quelle decisioni furono assunte, caratterizzato da forte conflittualità, e sostenuto da una pluralità di valutazioni tecniche e amministrative e senza alcun vantaggio personale per amministratori comunali e dirigenti”.
“Tra l’altro la tesi del procuratore con l’asserita illegittimità dell’accordo sindacale, se confermata, rischia di riaprire un fronte a danno dei lavoratori e di conseguenza di un servizio essenziale per la città”.
“Come sempre abbiamo agito in perfetta buona fede con la convinzione di tutelare Ama, i suoi lavoratori e l’interesse della città ed è per questo che abbiamo ritenuto giusto spiegare con chiarezza quanto sta accadendo oggi”.



