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ROTTAMAZIONE DEI TRIBUTI L’OPPOSIZIONE ATTACCA: “A SULMONA REGOLE DIVERSE PER GLI STESSI DEBITI”

Figorilli, La Gatta, Di Marzio, La Civita e Puglielli contestano il regolamento che arriverà in Consiglio: «Esclusi i ruoli affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione». Annunciati emendamenti.

SULMONA – La possibilità di chiudere i vecchi debiti con il Comune dipenderebbe da chi è incaricato di riscuoterli. È questo il punto centrale della contestazione sollevata dai consiglieri comunali di opposizione contro il regolamento sulla definizione agevolata delle entrate tributarie che la giunta si appresta a portare in Consiglio comunale.

Angelo Figorilli, Antonella La Gatta, Katia Di Marzio, Ornella La Civita e Matteo Puglielli parlano di una «rottamazione che non rottama» e chiamano in causa il sindaco e l’assessore al Bilancio Gianluca Giammarco, criticando contenuti e tempi del provvedimento.

Secondo quanto sostengono i cinque consiglieri, la definizione agevolata consentirebbe di intervenire sui debiti affidati alla Soget, concessionario del Comune, lasciando invece fuori quelli in carico all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Un’esclusione che l’opposizione attribuisce alla mancata adozione del regolamento entro il 31 luglio 2026, questione che ricorda di aver già denunciato il 5 agosto.

Resterebbero esclusi, sempre secondo la ricostruzione dei firmatari, anche i verbali per le violazioni del Codice della strada, in quanto affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. «Stesso cittadino, stesso Comune, ma regole diverse a seconda di chi riscuote», osservano.

Le critiche riguardano anche la chiarezza del testo. L’opposizione contesta il riferimento generico alle «annualità pregresse», che non permetterebbe di individuare con precisione gli anni interessati dalla misura. Nel mirino finisce inoltre il pagamento rateale, per il quale sarebbe previsto il tasso di interesse legale maggiorato di un punto percentuale.

Altro nodo è il calendario: domande entro il 5 dicembre e risposte entro il 31 dicembre. Scadenze che i consiglieri giudicano troppo ravvicinate, con il rischio di concentrare sugli uffici comunali e sugli studi professionali un pesante carico di lavoro nelle ultime settimane dell’anno. I firmatari lamentano inoltre la presenza di refusi normativi e la mancanza di numeri e spiegazioni sull’esclusione dei vecchi ruoli affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

«Perché non rendere la disciplina più chiara, uniforme e realmente conveniente per chi vuole pagare?», chiedono i consiglieri, annunciando la presentazione di emendamenti correttivi durante il confronto in aula.

La richiesta rivolta al sindaco e all’assessore Giammarco è di rivedere il provvedimento, affinché contribuenti e imprese possano estinguere i debiti fiscali più risalenti con una significativa riduzione del carico economico e regolarizzare la propria posizione con il Comune. La partita si sposta ora in Consiglio comunale, dove l’opposizione promette battaglia sui contenuti del regolamento.

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