ROCCACASALE, RICOSTRUZIONE DA OLTRE TRE MILIONI: LA PROCURA INDAGA SULLE SCHEDE AEDES
I proprietari denunciano presunte difformità nella documentazione e contestano l’ordinanza che impone di liberare gli immobili. Presentata una querela alla Procura di Sulmona, si prepara il ricorso al Tar.
ROCCACASALE – La ricostruzione di un aggregato post-sisma a Roccacasale finisce al centro di un’inchiesta della Procura di Sulmona. A sollevare il caso sono alcuni proprietari, che denunciano presunte anomalie nelle schede Aedes utilizzate nell’iter amministrativo. Sullo sfondo, un finanziamento pubblico superiore ai tre milioni di euro e un’ordinanza comunale che impone di liberare gli immobili per consentire l’avvio dei lavori.
La Procura ha aperto un fascicolo per verificare le difformità segnalate e accertare eventuali responsabilità. Le contestazioni riguardano il contenuto delle schede, l’indicazione delle squadre incaricate dei sopralluoghi e l’autenticità di alcune firme.

Le procedure risalgono al 2016, quando il Comune, attraverso diversi decreti sindacali, individuò gli aggregati e affidò a tecnici esterni i rilievi e la predisposizione della documentazione necessaria alla ricostruzione. Nel 2024 alcuni proprietari hanno chiesto di riattivare l’iter per arrivare all’esecuzione degli interventi. Proprio in quella fase, acquisendo le schede Aedes, avrebbero riscontrato differenze significative rispetto agli atti originari conservati dalle precedenti amministrazioni.
Secondo quanto denunciato, nella documentazione successiva sarebbero comparsi immobili inizialmente esclusi perché non danneggiati. Sarebbero state inoltre indicate squadre che, stando alle verifiche riferite dai proprietari, non avrebbero effettuato i sopralluoghi riportati nelle schede. Gli interessati contestano anche alcune firme attribuite ad amministratori che, a loro dire, non avrebbero partecipato alle verifiche né avrebbero avuto titolo per sottoscrivere quegli atti.
Per approfondire le discrepanze, i proprietari si sono rivolti a tecnici di fiducia e hanno effettuato un accesso agli atti presso gli uffici della ricostruzione a Fossa. Il confronto tra i documenti avrebbe confermato, secondo la loro ricostruzione, le anomalie già rilevate. Da qui la denuncia-querela presentata alla Procura di Sulmona dall’avvocata Alessandra Baldassarre per conto degli interessati. Saranno gli accertamenti della magistratura a stabilire la fondatezza delle contestazioni e la loro eventuale rilevanza penale.
Nel frattempo, il procedimento amministrativo è andato avanti. Nel gennaio 2026 l’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere, l’USRC, ha assegnato oltre tre milioni di euro per gli interventi sull’aggregato. Il 28 agosto il Comune di Roccacasale ha emesso l’ordinanza con cui ha intimato ai proprietari di liberare gli immobili.
Il provvedimento ha provocato un’immediata contestazione. Gli interessati hanno notificato al Comune e ai tecnici incaricati una diffida, sollevando dubbi sulla legittimità del procedimento e sulla documentazione posta alla base della ricostruzione.
Ora si prepara anche il passaggio davanti al Tar, al quale i proprietari intendono chiedere di verificare la legittimità dell’ordinanza e degli atti che ne hanno preceduto l’adozione. La vicenda si sviluppa così su due fronti: gli accertamenti penali sulle presunte anomalie nelle schede Aedes e la contestazione amministrativa dell’obbligo di lasciare gli immobili. Al centro, lavori attesi da anni e oltre tre milioni di euro di risorse pubbliche.


