RIFORMA RIFIUTI, DIREZIONE SULMONA: «COGESA INCORPORI ASM, LA SEDE DEL SUB-AMBITO RESTI IN CITTÀ»
Elisabetta Bianchi chiede un confronto nel consiglio comunale del 3 ottobre e propone poteri speciali per i Comuni che ospitano discariche e impianti: «Il Centro Abruzzo non può essere terra di conquista».
SULMONA – La sede del sub-ambito dei rifiuti a Sulmona, Cogesa alla guida della riorganizzazione attraverso l’incorporazione dell’Asm dell’Aquila e poteri speciali per i Comuni che ospitano gli impianti. Sono le tre richieste avanzate da Direzione Sulmona, che interviene nel confronto sulla riforma regionale del ciclo integrato dei rifiuti e sollecita una presa di posizione del consiglio comunale.
A firmare il documento è Elisabetta Bianchi, che richiama le indiscrezioni giornalistiche sulle divisioni nella maggioranza regionale e indica nella seduta comunale del 3 ottobre l’occasione per discutere il futuro del servizio e dare indirizzi al sindaco e alla giunta, in vista dell’appuntamento regionale dell’8 ottobre.
«Non permetteremo che le nostre sorti vengano decise sopra le nostre teste in base a equilibri di partito o spartizioni di potere politico», afferma Bianchi. Al centro della posizione di Direzione Sulmona c’è la richiesta di riconoscere il peso industriale della Valle Peligna e del Centro Abruzzo nelle scelte sulla gestione dei rifiuti.
Il primo punto riguarda la sede legale e operativa del futuro ambito o sub-ambito, che secondo il movimento deve essere stabilita a Sulmona, individuata come baricentro geografico e logistico del territorio peligno e delle aree interne.
Il secondo riguarda il rapporto tra le partecipate pubbliche. Per Direzione Sulmona, nell’eventuale riorganizzazione guidata dall’Agir dovrebbe essere Cogesa a incorporare Asm, e non il contrario. Una scelta che Bianchi ritiene coerente con le infrastrutture e la storia industriale della società sulmonese, un patrimonio che, sostiene, non può essere subordinato a «logiche centraliste aquilane».
La proposta più articolata è quella di un emendamento alla legge regionale per introdurre una sorta di “Golden Power” territoriale: poteri speciali a favore dei Comuni che ospitano discariche o impianti di trattamento gestiti da società partecipate pubbliche.
Tra le prerogative richieste figurano il diritto di veto sui conferimenti straordinari di rifiuti provenienti da fuori bacino e non concordati, per tutelare la capacità residua della discarica, e sull’ingresso di flussi di rifiuti non differenziati. Il movimento propone inoltre una priorità di conferimento per i Comuni del comprensorio storico, nel caso di Cogesa quelli soci della partecipata.
Sul piano della gestione, Bianchi chiede un ruolo vincolante dei Comuni sede degli impianti nella designazione delle figure chiave del futuro gestore unico. A questo si aggiungono la possibilità di prevedere tariffe agevolate e sconti sulle bollette dei residenti, compensazioni ambientali e un controllo ecologico permanente affidato al Comune e finanziato con risorse dell’ambito.
Secondo Direzione Sulmona, la città, in quanto socio di maggioranza relativa di Cogesa e sede della discarica e del polo tecnologico, deve ottenere un riconoscimento specifico nella nuova organizzazione regionale.
L’appello è rivolto a tutti i rappresentanti politici del territorio e al consiglio comunale, oltre gli schieramenti. «La scadenza dell’8 ottobre deve trasformarsi in un’opportunità di riscatto per il Centro Abruzzo, e non nell’ennesimo scippo ai danni della Valle Peligna», conclude Bianchi, chiedendo che Sulmona arrivi al confronto con una posizione chiara e con prospettive definite di investimento e crescita.



L’unico riconoscimento che il Cogesa potrà avere di diritto è il fallimento totale.
A livello ambientale poi è già stato certificato un disastro.
A livello industriale è stata gestita e amministrata così malamente che sarà l’esempio di come NON fare.
Anche se gli sciagurati amministratori riuscissero ad allargare per l’ennesima volta la discarica, i problemi di avvelenamento ambientale, puzze nauseabonde e pericolo incendi rimarranno.
Non sono riusciti neanche a stabilire i fondi per sanare la vecchia e corrente discarica ( requisito di legge !! )
Con la corrente normativa di legge, non si può buttare in discarica indifferenziata non trattata ma la legge non è uguale per tutti chiaramente.
Come stò scrivendo, ho dovuto chiudere le finestre di casa per non sentire la puzza di rifiuti in fermentazione che ormai sembra diventata cronica di mattina e pomeriggio.
Mi sembra di capire che vorrebbero fare una collinetta turistica di rifiuti, così lo scempio potrà essere completo in valle.
E VOI POLITICI CHIEDETE DI INCORPORARE O ESSERE INCORPORATI IN UNA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE ???????
Se siete così inefficienti e non dedicati almeno dite la verità o perlomeno la presente situazione e vedrete che forse la gente tornerà a votare.