QUANDO A “IL CENTRO” I POLITICI FACEVANO (INVANO) ANTICAMERA DAI DIRETTORI. QUALCHE RICORDO PERSONALE E SABATO, LIBRERIA COLACCHI, PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI MORI E DI TANNA
L’AQUILA – Sabato prossimo nella libreria Colacchi, alle ore 18.00, verrĆ presentato il volume dei colleghi Andrea Mori e Giuliano Di Tanna “Quei ragazzi del Centro”. Un evento di ricordi, per me che in quel giornale ho lavorato con contratto di collaborazione per tanti anni. E ora ve li racconto per quel che ricordo e citando quelli che all’Aquila quel giornale lo fecero grande.
Entro nella redazione di via Sant’Agostino aperta da qualche giorno. Nella stanza grande vedo una signorina minuta, Giovanna Peru, era la capo servizio e veniva dalla Sardegna. Le dico che ero desideroso di collaborare per quel giornale appena nato.
Lei mi rispose “scrivi i pezzi e mettili nella buchetta delle lettere. Poi noi in redazione decidiamo se pubblicarli o meno”. Ecco come ĆØ iniziata la mia avventura personale col giornalismo vero, allo stesso modo di tanti altri colleghi aquilani.
Passa un po’ di te
mpo e i pezzi che proponevo venivano pubblicati. Ma insieme a me altri erano approdati alla corte della Peru: Giorgio Paravano, Beradino Santilli, Anna Lucia Bonanni, Angela Baglioni, Fabrizio Caporale, Gianfranco Cocciolone (fotografo), Raniero Pizzi (fotografo), Giustino Parisse (lo storico di Onna), Giampiero Giancarli e se ho dimenticato qualcuno me ne scuso.
E’ colpa dell’etĆ . Con Sandro Marinacci caposervizio pubblicammo una storia che finƬ sulla grande stampa nazionale e internazionale. Una ragazzina minorenne di nome Maria, a Tione degli Abruzzi, partorƬ una bimba in una stalla. Era Natale. Partii con il fido fotografo Raniero Pizzi per quel di Tione. La ragazzina era sola, il padre e il fratello erano in montagna a recuperare una mandria di cavalli.
Nevicava. Arrivammo sul posto non so come. Ma quella storia finƬ per attirare all’Aquila tutti i grandi inviati d’Italia e delle più importanti riviste europee. L’inviata di un settimanale spagnolo, mi offrƬ 50 milioni di lire per la foto della mamma bambina con la nascitura. Sandro Marinacci mi disse “devi decidere tu se la vuoi dare o meno”. Risposi di no! Erano etica e senso morale che in me in quel momento si fusero.
Sempre Sandro Marinacci caposervizio, vengo in possesso di una lettera scritta dalla stragrande maggioranza di preti aquilani e inviata all’allora Papa, Giovanni Paolo II, e al segretario di stato Monsignor Gandin. Parlava del vizietto dell’allora arcivescovo Mario Peressin, che veniva definito soggetto innamorato del danaro in modo “patologico, irrefrenabile”. Altro scoop che richiamò all’Aquila la stampa di mezzo mondo. Quella lettera con la firma dei prelati non l’ho mai consegnata a nessuno. La conservo ancora. Sotto casa, in via della Mainetta, a Coppito, una troupe della Rai c’ĆØ rimasta per una settimana. Mi cercava la collega Mattei, inviata del Tg2, per chiedermi copia del documento. Non la ebbe. Andando avanti misi le mani su una cassetta registrata in cui si parlava di tangenti per far diventare edificabile un terreno con il nuovo Prg che stava redigendo, tra gli altri, l’architetto Portoghesi. Sbobinai la cassetta, chi chiedeva la tangente era un assessore comunale (30 milioni di lire) che finƬ in galera. Diceva di chiedere soldi per l’allora sottosegretario alle Finanze Domanico Susi. Inutile il tentativo di quest’ultimo di parlare con direttore dell’epoca, Pucciarelli. Anticamera di giorni a Pescara per l’allora sottosegretario Susi, ma il direttore non lo ricevette. Era vigilia di elezioni politiche e anche grazieĀ a quel documento l’onorevole Susi perse le elezioni. Ancora un altro episodio. Grazie ad una anziana avvocatessa di Milano, Nadia Alecci, incontrata casualmente sul salottino di ingresso dell’allora Procura della Repubblica dove di faceva anticamera, metto le mani su un dossier relativo all’usura all’Aquila, Avezzano, Rieti e Ancona. Pubblico sul giornale a pezzi i contenuto del dossier inchiesta ed ecco che mi arrivano ripetute minacce di morte. Il direttore Pucciarelli decide di avvisare i Carabinieri e la Polizia di Stato. Ebbene, mi sono ritrovato sotto scorta per un po’ di tempo e ho dormito in abitazioni diverse fino a quando non hanno arrestato tutti i componenti della “compagnia di usurai, compreso uno dei superstiti della Banda della Magliana. E mi fermo qui per non tediarvi, anche se raccontare il periodo di Luigi Di Fonzo caposervizio mi intriga. Di quel periodo debbo ricordare la grande vivacitĆ giornalistica cittadina grazie a Giorgio Paravano e le sue meravigliose chicche; ad Anna Lucia Bonanni e la sua penna pungente e delicata, a Berardino Santilli e le sue cronache sia sportive che non, tutte di grande pregio; a Fabrizio Caporale e alla sua opera monumentale relativa ai palazzi e alle chiese aquilane; ad Angela Baglioni e alla sua perspicacia giornalistica; a Giustino Parisse, il cantore di Onna e Paganica; a Giampiero Giancarli, un vero fenomeno nel campo della giudiziaria. Vi risparmio Marina Marinucci, oggi presidente regionale dell’Ordine dei Giornalisti, per ovvi motivi. Se ne ho dimenticato qualcuno me ne scuso. Non trovate su internet e sui motori di ricerca queste storie. Internet non esisteva e i giornali utilizzavano le raccolte cartacee. Quella della redazione aquilana del Centro ĆØ finita sotto le macerie nel 2009. Il Centro ĆØ stata una grande palestra di giornalismo. Era un luogo dove contavano solo le notizie, non le veline dei politici. E dove alcuni direttori, da Zatterin a Pucciarelli, passando per Milani e altri ancora, ai politici e ai potenti facevano fare anticamera. A tutte le persone che ho citato, colleghi e amici veri, un abbraccio grande. E sabato alle ore 18, tutti da Colacchi con Andrea Mori e Giuliano Di Tanna.



