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DI NINO TRASPORTI, STEFANO GUIDA IL RISANAMENTO: UN MANAGER PER RILANCIARE L’AZIENDA

Ottanta dipendenti e oltre 150 mezzi per la storica impresa di Pratola Peligna. Dopo la morte di Piero Di Nino, il mancato gradimento all’ingresso in società del figlio Antonio. Il Tribunale concede le misure protettive per accompagnare il percorso di riorganizzazione.

PRATOLA PELIGNA – Salvaguardare un’azienda con circa ottanta dipendenti, oltre 150 mezzi e un volume d’affari indicato tra i 12 e i 13 milioni di euro. È la sfida che Stefano Di Nino affronta alla guida della Di Nino Trasporti, storica impresa del territorio impegnata in un percorso di risanamento. Una fase delicata, nella quale le difficoltà finanziarie si intrecciano con le vicende societarie seguite alla morte del fratello Piero.

Il Tribunale di Sulmona, con ordinanza del 28 settembre, ha confermato le misure protettive richieste dalla società nell’ambito della composizione negoziata della crisi d’impresa. La protezione ha una durata di 120 giorni a decorrere dal 18 agosto e serve a consentire la prosecuzione dell’attività e il confronto con i creditori, mentre viene sviluppato il percorso di risanamento.

Il provvedimento rappresenta un passaggio importante, ma non equivale all’approvazione definitiva del piano né garantisce l’esito del recupero aziendale. Offre all’impresa uno spazio nel quale lavorare alla riorganizzazione e cercare soluzioni alle difficoltà economiche.

La successione dopo la morte di Piero

Sul versante societario, un passaggio centrale riguarda quanto avvenuto dopo la scomparsa di Piero Di Nino, padre del sindaco di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, e di Antonio.

Secondo quanto ricostruito attraverso le informazioni raccolte, Antonio aveva chiesto di subentrare come socio al posto del padre. Lo statuto, tuttavia, subordinava l’ingresso al gradimento dell’altro socio, Stefano Di Nino, che non lo avrebbe accordato.

Il mancato ingresso di Antonio ha quindi aperto la questione della definizione dei diritti sulla partecipazione ereditata e della sua eventuale liquidazione. Un capitolo che resta da regolare e che si affianca al percorso di risanamento. A prendere le redini della gestione è stato Stefano Di Nino, oggi impegnato a garantire continuità alla società.

I professionisti e il nuovo manager

Ad accompagnare l’azienda sono diverse figure, con incarichi distinti. L’esperto indipendente della composizione negoziata è Filippo Rosa, commercialista chiamato a valutare le prospettive di risanamento e ad agevolare il confronto tra l’impresa e i creditori.

La società è assistita dall’avvocato Sergio Della Rocca e dal commercialista Orazio Leombruni. Per la riorganizzazione operativa è stato inoltre individuato il temporary manager Lorenzo Marelli, di Roma, che affianca Stefano Di Nino nella gestione e nella costruzione del percorso di ristrutturazione.

Si tratta di ruoli differenti: l’esperto indipendente opera nell’ambito della procedura, mentre il legale, il consulente contabile e il manager supportano l’azienda nelle rispettive competenze.

L’attività continua

Le informazioni raccolte delineano una situazione finanziaria complessa, segnata da iniziative di recupero dei crediti e difficoltà nei rapporti bancari. È in questo contesto che la Di Nino Trasporti ha scelto di ricorrere alla composizione negoziata.

L’azienda resta operativa e, secondo quanto riferito, le commesse proseguono. Nel comunicato diffuso dalla società si sottolinea inoltre che l’esperto indipendente ha valutato positivamente la possibilità di continuare il percorso, rilevando ricavi sostanzialmente stabili e un patrimonio di rilievo.

La prospettiva è dunque quella di riorganizzare una realtà che conserva attività, mezzi e rapporti commerciali, cercando un equilibrio sostenibile con i creditori. Per Pratola Peligna e per il territorio peligno, la partita riguarda anche la tutela dell’occupazione e del patrimonio produttivo costruito dalla Di Nino nel corso della sua storia.

 

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