SANITA’ AQUILANA. QUEL PRONTO SOCCORSO CHE “REGGE” UN TERRITORIO VASTISSIMO
L’AQUILA – Il nostro non è un pronto soccorso come gli altri. Quello dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila copre un’area di oltre cento chilometri. Montagna, aree interne, borghi isolati. Quando qualcosa succede, tutto arriva lì. È per questo che andrebbe raccontato per quello che è: un reparto di frontiera. Chi ci entra per un’emergenza spesso vede solo l’attesa, il sovraffollamento, i corridoi pieni. Chi ci lavora dentro vede altro. Turni senza sosta, carenza di spazi, una pressione costante che viene dal territorio più che dal centro città. Eppure regge. Regge perché dentro ci sono medici professionalmente validissimi, infermieri e operatori che non si tirano mai indietro. Disponibili, anche quando le condizioni di lavoro sono di grande disagio. Non è retorica, è cronaca di tutti i giorni. L’Aquila ha un ospedale che ha ancora ferite aperte dal sisma, con mille problemi strutturali noti. Ma ha anche eccellenze che andrebbero sostenute di più, non date per scontate. Il Pronto Soccorso è una di queste. In questo quadro va riconosciuto il lavoro del direttore Emilio Tonelli. Non per piaggeria, ma per merito oggettivo: è uno che si spende ogni giorno per far migliorare organizzazione, tempi e qualità dell’assistenza, cercando di tenere insieme le esigenze del personale e quelle dei cittadini. In un contesto difficile, dove tutto sembra più complicato che altrove. Il punto politico è uno solo: un pronto soccorso che serve un bacino così vasto non può essere lasciato a se stesso. Ha bisogno di più sostegno dalla direzione generale, di più investimenti, di più personale. Perché la buona volontà dei medici e degli infermieri c’è già, e si vede. Dare forza al Pronto Soccorso dell’Aquila significa dare forza a tutto l’Abruzzo interno. E sarebbe ora di trattarlo come priorità, non come emergenza quotidiana da tamponare.
*Giornalista




pronto soccorso eccezionale medici e infermieri bravissimi ordine e pulizia. sono residente a Roma dove ho avuto varie esperienze di pronto soccorso. imparagonabili, medici nervosi, infermieri aggressivi, barelle improbabili, accompagnatori sbattuti lontano dai pazienti senza notizie x ore. l aquila straordinaria