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BIMBA DI SULMONA MORTA A SETTE MESI: LA PROCURA APRE UN’INCHIESTA

Acquisita la documentazione sanitaria dell’ospedale romano dove la piccola era ricoverata. Fascicolo per omicidio colposo contro ignoti dopo la segnalazione dei familiari.

SULMONA – Saranno le cartelle cliniche a ricostruire i mesi di cure e il drammatico peggioramento che ha portato alla morte di una bambina di appena sette mesi, originaria di Sulmona. La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, al momento contro ignoti, dopo la segnalazione presentata dai familiari della piccola, deceduta a luglio in un ospedale della Capitale.

Nei giorni scorsi la polizia giudiziaria si è recata nella struttura per acquisire la cartella clinica e l’intera documentazione sanitaria relativa alla degenza. Gli inquirenti dovranno ricostruire il percorso assistenziale e verificare l’eventuale presenza di responsabilità nella gestione clinica. L’esame degli atti potrebbe essere seguito da ulteriori accertamenti e da una consulenza medico-legale.

La bambina era nata prematuramente nel gennaio scorso, al termine di una gravidanza segnata da una grave sofferenza fetale che aveva indotto i medici ad anticipare il parto. Fin dalla nascita aveva manifestato importanti difficoltà respiratorie, legate all’immaturità polmonare, rendendo necessario il ricovero in terapia intensiva neonatale.

Quasi tutta la sua breve vita era trascorsa in ospedale, tra cure, complicazioni e un intervento chirurgico. Durante la degenza avrebbe inoltre contratto un’infezione batterica: un passaggio sul quale dovranno fare luce gli accertamenti, chiarendone la natura, le circostanze e il possibile ruolo nel peggioramento delle condizioni della piccola. Il decesso è sopraggiunto a luglio, dopo una grave insufficienza respiratoria.

I genitori chiedono di sapere che cosa sia accaduto e se la tragedia potesse essere evitata. Domande alle quali l’inchiesta dovrà cercare di dare una risposta, senza che l’apertura del fascicolo comporti, allo stato, l’accertamento di responsabilità.

«Sono ancora scossa e colpita e a fatica si riesce ad andare avanti, ma è necessario capire cosa è accaduto e farsi forza», ha dichiarato la madre.

La donna si era trasferita a Roma alcuni anni fa per lavoro, insieme al marito, oggi ventisettenne. Nella Capitale la coppia aveva costruito la propria famiglia. Ora, a distanza di mesi dalla perdita della figlia, attende che gli accertamenti chiariscano le fasi della lunga degenza e le cause del drammatico epilogo.

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