L’AQUILA CALCIO E LA PARTENZA DA STAR: NON ROVINATECI QUESTO BIJOU
L’AQUILA – Il campo, alla fine, parla sempre chiaro. E la prova di forza sfoderata contro il Teramo ha mandato un messaggio fortissimo a tutto il campionato: questa LāAquila cāĆØ, fa sul serio e sa esattamente cosa vuole.
La veritĆ ĆØ che il calcio, spesso, lo complichiamo noi dietro le scrivanie o nei dibattiti estenuanti. Il pallone ĆØ rotondo, la regola ĆØ semplice: basta non ripetere gli errori e le follie gestionali viste lo scorso anno, quando ci siamo fatti del male da soli prima ancora di iniziare a correre.
Oggi la macchina rossoblù gira che è una meraviglia, e il merito va ascritto a un asse portante che sta dimostrando una sintonia perfetta. Il famoso quadrilatero dirigenziale sta funzionando a dovere:
Maurizio Ianni come consulente esterno, Flavio Betturri nel ruolo di direttore generale, la volpe del mercato Alfio Pelliccioni come direttore sportivo e lāinsostituibile Lorenzo Del Pinto in veste di Club manager. Un mosaico di competenze ed esperienza che dĆ stabilitĆ e visione.
E in panchina? Antonio Andreucci sta guidando la squadra con polso, idee chiare e una gestione del gruppo encomiabile.
La squadra gioca, lotta, diverte e sa soffrire. Proprio per questo motivo, adesso, fermatevi.
Ć assolutamente vietato rimettere in moto la vecchia e logorante diatriba sulle percentuali societarie, quel 51% in mano ad Aquile Rossoblù e il 49% della Fondazione Ope Sportiva che troppe volte in passato ha distratto lāambiente dalle cose davvero importanti. La lezione arrivata da Roma deve servirci da dogma e da lezione permanente: la politica societaria non deve mai, per nessun motivo, offuscare o zavorrare il rettangolo verde.
Questa squadra ha giĆ ampiamente dimostrato il suo valore, certificando sul campo di potersela giocare a testa alta con chiunque in questo girone. Il collettivo cāĆØ, l’anima cāĆØ, la guida tecnica ĆØ solida e la piazza sta rispondendo con l’entusiasmo che merita.
Lasciate lavorare chi sa di calcio, proteggete questo gruppo e godetevi il momento. Insomma: non rovinate il bijou.
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