INCENDIO MORRONE: LA PROCURA ACQUISISCE GLI ATTI AL COMANDO REGIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO
I carabinieri forestali raccolgono la documentazione sulle operazioni di spegnimento. Gli inquirenti confronteranno decisioni e comunicazioni dei diversi enti coinvolti nell’emergenza.
SULMONA – L’inchiesta sull’incendio del Morrone arriva negli uffici del comando regionale dei Vigili del fuoco.
I carabinieri forestali di Pescasseroli vi si sono recati per acquisire la documentazione relativa alla gestione dell’emergenza e alle operazioni di spegnimento del rogo che per settimane ha interessato la montagna.
L’attività è coordinata dal procuratore capo di Sulmona, Luciano D’Angelo. Gli investigatori stanno raccogliendo atti, comunicazioni e direttive per ricostruire la sequenza degli interventi e le decisioni prese nelle fasi più critiche. Particolare attenzione è rivolta alle figure incaricate di dirigere le operazioni di spegnimento.
L’acquisizione al comando regionale segue quelle già effettuate al Parco nazionale della Maiella e nella Sala operativa unificata della Protezione civile regionale.
Il confronto tra i documenti dei diversi organismi dovrà chiarire quali segnalazioni siano arrivate, come siano state trasmesse e quali disposizioni siano state impartite.
L’indagine è ancora nella fase degli accertamenti: l’acquisizione degli atti non implica, di per sé, l’accertamento di responsabilità.
Secondo quanto emerso, il comando provinciale non avrebbe consegnato l’intera documentazione richiesta dall’autorità giudiziaria. Le ragioni di questa circostanza restano da chiarire.
Un passaggio dell’inchiesta era stato il sopralluogo del 30 agosto, quando il procuratore D’Angelo aveva raggiunto il Morrone con i carabinieri e i forestali per osservare direttamente le aree percorse dalle fiamme.
Il rogo, segnalato ad agosto nella zona della Valle dei Preti, ha impegnato per settimane squadre a terra e mezzi aerei.
Secondo le ricostruzioni locali, avrebbe interessato 1.152 ettari, con 7.452 sganci aerei e circa 3.400 operatori impiegati complessivamente.
Sono numeri che andranno confrontati con i dati ufficiali acquisiti dagli inquirenti, insieme ai registri degli interventi e alle comunicazioni tra gli enti.



La procura farebbe meglio ad implementare la legge non ad indagare cause perse.
Alla discarica Cogesa è un completo disastro amministrativo e ambientale da anni.
Da anni danni e male pratiche sono state certificate e provate ma sono riusciti solo a tirare orecchie.
Il problema principale sono la completa disobbedienza di enti,politici e amministratori a fare il loro dovere, senza giustificare i stipendi già troppo alti.
Responsabilità e doveri sono cose di altri tempi ma continuano a dire che la legge è uguale per tutti.