SEDICENNE AGGREDITA NEL PARCO, DENUNCIATE DUE MINORENNI: SI INDAGA SULLA “CHALLENGE”
Le due ragazze, di 14 e 15 anni, sono accusate di lesioni aggravate dalla minorata difesa. Decisivo un video circolato nelle chat: i carabinieri cercano chi ha filmato e gli altri adolescenti presenti
SULMONA – Due ragazze di 14 e 15 anni sono state denunciate per l’aggressione ai danni di una sedicenne con disabilità, picchiata in un giardino pubblico di Sulmona. La svolta è arrivata dopo l’acquisizione di alcuni filmati consegnati ai carabinieri dal professore di sostegno della vittima.
Le due minorenni, entrambe residenti in città, sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura per i minorenni con l’ipotesi di lesioni personali aggravate dalla minorata difesa. Le responsabilità dovranno essere accertate nel corso delle indagini.
A imprimere un’accelerazione agli accertamenti è stato soprattutto un video circolato nelle chat di WhatsApp. Le immagini, secondo quanto ricostruito finora, consentirebbero di riconoscere le due ragazze denunciate. Resta invece ancora da identificare la persona che avrebbe ripreso l’aggressione con il telefono cellulare.
Il quadro investigativo potrebbe però essere più ampio. Gli inquirenti stanno cercando di stabilire quanti adolescenti fossero presenti nel parco, quale ruolo abbia avuto ciascuno e se altre persone abbiano partecipato materialmente alla violenza o abbiano assistito senza intervenire.
Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella che il pestaggio possa essere maturato nell’ambito di una dinamica di gruppo, fino ad assumere i contorni di una sorta di “challenge” tra adolescenti. Un’ipotesi ancora tutta da verificare, così come dovrà essere chiarito se la registrazione del video fosse stata programmata o sia iniziata durante l’aggressione.
Un ulteriore filone riguarda la diffusione delle immagini. I carabinieri dovranno ricostruire chi abbia condiviso per primo il filmato e attraverso quali chat sia stato successivamente inoltrato. Gli accertamenti sui dispositivi elettronici e sulle comunicazioni potrebbero fornire nuovi elementi e consentire di individuare altre persone coinvolte.
Al momento sarebbe stata esclusa l’aggravante dell’odio razziale. Resta invece centrale la possibile matrice legata al bullismo, anche alla luce della giovane età della vittima e della sua condizione di disabilità.
Nei prossimi giorni la Procura per i minorenni potrebbe disporre l’audizione protetta della sedicenne. La sua testimonianza sarà importante per ricostruire la dinamica dell’aggressione, chiarire i rapporti precedenti con le due indagate e accertare la posizione degli altri adolescenti presenti nel giardino pubblico.



Togliamo i telefonini ai minorenni e soprattutto famiglie e insegnanti devono educare i figli al rispetto di tutti.Se una cosa del genere l avessi fatta io ci quanta anni fa mio padre come minimo mi avrebbe appeso sul solaio di casa