POPOLI TERME: CHIUDE LA STORICA EDICOLA DI PIAZZA PAOLINI
L’annuncio affidato da Adele a un commosso messaggio rivolto ai clienti. Per decenni il chiosco è stato il punto di riferimento degli alunni della vicina scuola elementare, dei genitori e di generazioni di popolesi.
POPOLI TERME – Un altro pezzo della vita quotidiana di Popoli si prepara a scomparire. Chiude la storica edicola di piazza Paolini, da sempre luogo di incontro e punto di riferimento per intere generazioni di cittadini.
Ad annunciarlo è stata la proprietaria Adele con un messaggio affisso all’ingresso dell’attività. Nella parte chiaramente leggibile del cartello si legge:
«Cari clienti, cari amici, con tanta commozione e dispiacere vi scrivo che la “nostra” edicola chiuderà il 30 settembre. Dopo tanti anni trascorsi insieme, tra un buongiorno, un giornale e una chiacchierata, è arrivato il momento di salutarci».
Adele prosegue ringraziando i clienti per la fiducia, la fedeltà, il calore e l’affetto ricevuti nel corso degli anni, assicurando che porterà con sé il ricordo delle persone incontrate quotidianamente. Il messaggio si conclude con poche parole semplici e affettuose: «Con affetto, Adele».
La titolare aveva rilevato molti anni fa l’attività dalla famiglia Galli, quella dell’ex sindaco di Popoli Concezio, proseguendo una storia commerciale profondamente legata alla piazza e alla città.
L’edicola era soprattutto il punto di riferimento degli alunni della vicina scuola elementare e dei loro genitori. Prima e dopo il suono della campanella, davanti a quella vetrina si sono incontrate generazioni di bambini: per acquistare una figurina, un fumetto, un quaderno o una penna, mentre gli adulti ritiravano il quotidiano o si fermavano per scambiare due parole.
Nel tempo era diventata molto più di un semplice punto vendita. Era un luogo di ritrovo, una piccola agorà cittadina dove commentare le notizie, incontrare amici e condividere momenti della vita quotidiana.
Con questa chiusura Popoli perde, nel giro di poco tempo, la seconda delle tre edicole presenti in città. Resterà in attività soltanto quella di corso Gramsci, chiamata a garantire la vendita di quotidiani e riviste all’intera comunità.
Un’altra serranda che si abbassa e un ulteriore segnale della profonda crisi attraversata dall’editoria cartacea. Una crisi che non riguarda soltanto giornali e periodici, ma cancella progressivamente anche quei luoghi di socialità che per decenni hanno accompagnato la vita delle città.


