REPERTI DI CASE PENTE E POLO MUSEALE: CECCARONI CRITICA IL COMUNE DI SULMONA
Durante la visita al sito archeologico, la responsabile della Soprintendenza richiama l’amministrazione sulla gestione del polo museale cittadino: «Manca un direttore, serve una gestione coordinata: Il patrimonio archeologico non è un hobby di qualcuno».
SULMONA – Dove saranno esposti i reperti recuperati a Case Pente? La domanda sul futuro delle scoperte archeologiche ha portato Emanuela Ceccaroni ad aprire una polemica sulla gestione del polo museale di Sulmona.
Al termine della visita di questa mattina al sito, la responsabile della Soprintendenza ha indicato una criticità precisa: l’assenza di un direttore del museo cittadino.
Per i materiali rinvenuti a Case Pente, Ceccaroni ha confermato che è prevista una mostra dopo il restauro. «È stato appena restaurato un primo lotto di materiali e poi gli altri partiranno progressivamente», ha spiegato. «Nelle intenzioni c’è una mostra temporanea e poi un’esposizione definitiva in un luogo idoneo per i reperti archeologici».
Subito dopo ha aggiunto, con un riferimento esplicito alla situazione cittadina: «Speriamo abbia maggiore fortuna nella situazione attuale del Museo Archeologico di Sulmona».
Il problema, secondo Ceccaroni, riguarda il rapporto quotidiano tra chi tutela i reperti e chi gestisce il museo. «Il museo manca di una guida, che per noi della Soprintendenza è un problema reale», ha detto. «I beni sono statali ma il museo è civico: non abbiamo un interlocutore stabile e sicuro come accade in tutte le realtà». La responsabile ha ricordato che la presenza di un direttore rientra negli standard museali.
Il tema, ha proseguito, non si limita al Museo Archeologico. Palazzo dell’Annunziata fa parte di un sistema museale cittadino più ampio e anche Case Pente, con il futuro percorso di visita, dovrà trovare posto in una programmazione comune. «Serve un’azione coordinata, concertata di gestione di queste aree. Però bisogna impegnarsi seriamente», ha affermato Ceccaroni.
Poi il passaggio più netto del suo intervento: «L’archeologia non è una passione, il patrimonio archeologico non è un hobby di qualcuno».
Per Ceccaroni è una componente importante dell’identità di un’area interna come la Valle Peligna e va trattata con strumenti adeguati, dalla direzione dei musei alla manutenzione dei siti, fino al collegamento con le altre realtà archeologiche abruzzesi.
La quantità e il valore dei reperti di Case Pente rendono ora concreta la questione sollevata dalla Soprintendenza. Dopo il restauro e la mostra temporanea, servirà individuare una sede idonea per l’esposizione definitiva e una gestione capace di garantirne la fruizione. Su questo punto la critica di Ceccaroni chiama in causa direttamente il Comune di Sulmona.



Ma se non riescono a risolvere criticità molto più urgenti e pericolose ( discarica Cogesa, centrale Snam, inceneritore, e salute ) cosa potrete mai aspettarvi da questi amministratori sovrastati e inetti ?
Ci vorrebbe una sovrintendenza per le sovrintendenze ma……