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MADRE AQUILANA DISPERATA CHIEDE AIUTO AL COMUNE PER IL FIGLIO AFFETTO DA PROBLEMI PSICHICI

 

L’AQUILA – Mi chiamo A. C., sono madre di quattro figli, gli ultimi due con gravi problemi psichiatrici. Con questa lettera desidero portare all’attenzione una grave falla nel sistema di tutela del Comune dell’Aquila. Mio figlio L., maggiorenne, era stato affidato temporaneamente al padre dal giudice minorile per proteggere il figlio minore, M., segnalato dalla scuola … per un forte stato depressivo dovuto all’abbandono paterno dopo la separazione e alle continue vessazioni del fratello. Il padre, sig. F. …, residente presso la compagna in via dei …., venne convocato dall’assistente sociale che seguiva M.

In quell’occasione gli fu letto il provvedimento del giudice: L. doveva essere allontanato dal fratello minore e le soluzioni possibili erano due — una comunità o l’affidamento al padre.

Scelsi quella che ritenevo meno traumatica, e il padre accettò. Dopo poco tempo, però, iniziarono conflitti, insulti, litigi e anche episodi di violenza fisica, con interventi ripetuti delle forze dell’ordine. L’ultimo episodio vide il padre ferito alla testa, con quattro punti di sutura.

Subito dopo, lui e la compagna misero mio figlio in mezzo alla strada. Per circa un anno ho amministrato la pensione di L. riuscendo a mettere da parte circa 13–15 mila euro.

Successivamente, su pressione del reparto di psichiatria del dott. …. e del padre, ho rinunciato al ruolo di amministratrice.

La gestione è passata al Comune dell’Aquila, nella figura della dott.ssa …., con operatore incaricato il sig. …… Da allora L. vive spostandosi da un B&B all’altro, spendendo circa mille euro al mese.

Vedo i risparmi accumulati con sacrificio svanire senza che venga attuato alcun progetto concreto per lui.

Durante il giuramento del cambio di amministrazione, il giudice … chiese alla dott.ssa … e al sig. …. di trovare un alloggio per L., poiché il padre aveva già dichiarato di non voler più occuparsi del figlio. La psichiatria del dott. … e l’assistente sociale dott.ssa … sostengono verbalmente che L. non sarebbe in grado di autogestire un alloggio, ma non rilasciano alcuna certificazione scritta.

Nel frattempo, i servizi comunali continuano a ripetere che non esistono graduatorie attive e che non è possibile assegnare alloggi. Il risultato è che mio figlio, abbandonato da tutti, non assume più neppure la terapia farmacologica. Chiedo pubblicamente: posso occuparmi io della ricerca di un monolocale per mio figlio, non esistendo alcun documento che gli impedisca di vivere da solo, considerando che lo sta già facendo da due mesi negli hotel? Oppure è possibile superare burocrazia, bandi e attese infinite, e assegnargli un modulo abitativo per garantirgli finalmente stabilità e tutela?

2 commenti riguardo “MADRE AQUILANA DISPERATA CHIEDE AIUTO AL COMUNE PER IL FIGLIO AFFETTO DA PROBLEMI PSICHICI”

  • Maria Cantalini

    Povera madre! Povero figlio! Chi può intervenga!

    Risposta
  • Maria Cantalini

    Chi può aiutare questa mamma e questo figlio con gravi problemi psichiatrici? Esiste una struttura che si fa carico di questi casi?

    Risposta

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