NELLO AVELLANI (PD). L’AQUILA CITTA’ DEL LIBRO: FARE CHIAREZZA SULLE PROCEDURE DI CONCESSIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO
L’AQUILA – Lo chiediamo da anni, e non abbiamo ancora avuto risposta. Riproponiamo, dunque, la domanda: dove inizia e dove finisce il confine tra iniziativa istituzionale e propaganda? È accettabile che un Festival come ‘L’Aquila città del libro’ sia finanziato con ingenti fondi pubblici? La kermesse ha una chiara matrice culturale di destra: riteniamo inaccettabile che il Comune dell’Aquila continui a finanziarla con le risorse delle cittadine e dei cittadini. E riteniamo che sia ancora più grave quest’anno, con L’Aquila che si fregia del titolo di Capitale della cultura. Negli anni scorsi, con il nostro capogruppo in Consiglio comunale Stefano Albano avevamo depositato un ordine del giorno che chiedeva il ritiro del patrocinio alla manifestazione e la revoca del contributo pubblico: la maggioranza di destra, ovviamente, l’ha bocciato. Ci auguriamo che quest’anno, nel giorno in cui si inaugura la quarta edizione del Festival, la maggioranza voglia almeno rispondere alle istanze del comitato ‘Civico 99’ e fare piena chiarezza sulle procedure di finanziamento approvate. Come si giustifica il finanziamento di 67mila euro concesso all’associazione “Alchimia d’Inchiostro ETS”: su quale proposta progettuale sono state assegnate le risorse, con quali criteri e con quale ricaduta attesa? Come mai il contributo iniziale di 35mila euro, approvato con delibera di Giunta n. 399 del 12 agosto, è stato incrementato di ulteriori 32.000 euro con successiva delibera n. 469 del 16 settembre? Quali voci di spesa vengono finanziate con un contributo così rilevante per un evento di soli 3 giorni? E’ prevista una compartecipazione dell’associazione proponente?
E ancora: come mai non è stato istruito un bando pubblico, o non sono state quantomeno coinvolte le molteplici associazioni culturali già presenti e attive nel territorio, se si voleva davvero organizzare, in questo anno speciale, un festival letterario?
Ci auguriamo che possano arrivare risposte chiare.
Oltre gli aspetti amministrativi, quanto mai opachi, resta la valutazione politica sulla inopportunità di finanziare e patrocinare un festival che, anche quest’anno, presenta un parterre di ospiti chiaramente connotato politicamente, nel solco del ‘lavoro’ svolto da Biondi e la sua Giunta in questi anni per trasformare L’Aquila in una sorta di laboratorio politico per la destra italiana. Qui, più che altrove, abbiamo assistito al tentativo, ossessivo, di costruzione da zero di un’egemonia culturale che è passata, anche, dalla organizzazione di festival dalla chiara matrice ideologica e dalla avversione per eventi che pure, negli anni, avevano avuto un importante riscontro, come ad esempio il Festival della Partecipazione, con gli organizzatori costretti ad emigrare a Bologna, e il Festival della Montagna.
E il tentativo di maquillage messo in campo quest’anno, con l’invito ad alcune realtà editoriali locali e a personalità anche nazionali di area progressista, non nascondono l’anima di un festival che ha la chiara missione di sdoganare una idea di cultura dall’amaro retrogusto sovranista.
*Segretario Pd L’Aquila



