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“TENDA DELLO SPACCIO NEI BOSCHI”: BLITZ DEI CARABINIERI CON LE UNITÀ CINOFILE

Controlli nelle aree più impervie tra Cansano e Campo di Giove dopo le segnalazioni sulla ripresa dell’attività. I cani avrebbero fiutato tracce di stupefacenti, ma al momento non risultano arresti né sequestri

CANSANO – I carabinieri tornano a battere i boschi tra Cansano e Campo di Giove, dove nelle ultime settimane sarebbero emerse nuove segnalazioni sulla presenza di bivacchi utilizzati come punti di appoggio per lo spaccio di sostanze stupefacenti.

I militari della Compagnia di Sulmona, agli ordini del maggiore Toni Di Giosia, hanno effettuato una mirata attività di perlustrazione nelle zone più impervie, avvalendosi anche delle unità cinofile. Durante i controlli, i cani avrebbero fiutato tracce riconducibili alla presenza di droga.

L’intervento, almeno in questa fase, ha avuto soprattutto una funzione preventiva e deterrente: verificare le segnalazioni ricevute, monitorare i sentieri e scoraggiare l’eventuale ripresa del fenomeno. Al momento non risultano arresti né sequestri collegati all’operazione.

Al centro dell’attenzione c’è la cosiddetta “tenda dello spaccio”, espressione utilizzata per indicare bivacchi improvvisati allestiti lontano dalle strade e dai centri abitati. Vere e proprie basi temporanee dalle quali, secondo le segnalazioni, gli spacciatori raggiungerebbero gli acquirenti oppure attenderebbero il loro arrivo.

A rendere più complessa l’attività di contrasto è la conformazione del territorio. Chi organizza gli accampamenti può restare nei boschi per diversi giorni, dormendo e consumando i pasti sul posto, per poi spostarsi rapidamente in caso di controlli. L’attività sarebbe rivolta a numerosi assuntori della Valle Peligna e dei centri limitrofi, con particolare riferimento allo spaccio di eroina e hashish.

Il fenomeno non è nuovo. Nel marzo 2024, nel territorio comunale di Cansano, i carabinieri avevano sequestrato quasi 74 grammi di eroina, circa 1.500 euro in contanti e materiale ritenuto utile al confezionamento delle dosi. La droga era stata trovata abbandonata lungo la pubblica via e furono avviati accertamenti per ricostruirne provenienza e destinazione.

Sempre nel 2024, un’indagine della Guardia di finanza di Sulmona aveva fatto emergere un sistema di spaccio itinerante attraverso diversi comuni della Valle Peligna. Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo avrebbe utilizzato anche accampamenti in tenda, spostandosi da Cansano verso altri centri della zona. L’operazione si era conclusa a Prezza con l’arresto di un 29enne.

I controlli di questi giorni rientrano quindi in un’attività di monitoraggio finalizzata a impedire che i sentieri e le zone boschive più isolate tornino a trasformarsi in punti di riferimento per lo spaccio.

Le verifiche dell’Arma proseguiranno con ogni probabilità anche nei prossimi giorni, soprattutto nelle aree già finite sotto osservazione negli anni passati.

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