SICUREZZA NEL CENTRO STORICO: 170 FIRME PER CHIEDERE CONTROLLI E PRESIDI STABILI
La petizione promossa dai residenti di via Japasseri sarà consegnata oggi alle istituzioni e alle forze dell’ordine. Nel mirino atti vandalici, degrado e scorribande notturne nei vicoli
SULMONA – Centosettanta firme per chiedere maggiore sicurezza, controlli più frequenti e presidi stabili nei vicoli del centro storico. Sarà depositata questa mattina la petizione promossa dai residenti, decisi a sottoporre alle istituzioni e alle forze dell’ordine il disagio maturato nelle ultime settimane.
La raccolta delle adesioni era partita da via Japasseri, traversa di piazza Santa Monica, dopo una serie di episodi denunciati durante le notti del fine settimana. L’iniziativa, coordinata dalla portavoce Stefania Pacella, puntava inizialmente a raggiungere quota duecento firme. I moduli sono stati distribuiti porta a porta, senza allestire banchetti, grazie alla collaborazione degli abitanti del quartiere.
Nella petizione si chiedono maggiori controlli nei vicoli, l’identificazione dei responsabili dei danneggiamenti e la valutazione di possibili azioni per ottenere il risarcimento dei danni subiti. Con il passare dei giorni, tuttavia, le richieste si sono ampliate fino a comprendere l’istituzione di presidi stabili, soprattutto nelle zone maggiormente interessate dalla movida e dagli episodi di degrado.
Un’esigenza che, secondo i residenti, assume ancora più rilievo dopo i recenti sequestri di sostanze riconducibili al fenomeno delle nuove droghe. Gli interventi delle forze dell’ordine hanno riacceso l’attenzione sulla sicurezza e sulla necessità di garantire una presenza costante sul territorio, senza limitare i controlli alle sole notti del fine settimana.
A far esplodere la protesta sono state diverse notti segnate da atti vandalici. Tra gli episodi denunciati figurano lo specchietto di un’automobile scardinato, una cassetta postale divelta e gettata a terra, gli intonaci di alcuni palazzi storici danneggiati e i mastelli della raccolta differenziata presi a calci.
I residenti hanno indicato gruppi di giovanissimi, alcuni dei quali adolescenti, come protagonisti delle scorribande. In una delle serate più movimentate era stato necessario per due volte l’intervento dei carabinieri per riportare la situazione alla calma.
Per chi vive nel centro storico, però, gli interventi occasionali non sono più sufficienti. La richiesta è quella di un controllo continuativo, capace di prevenire gli episodi e di evitare che i vicoli più appartati si trasformino in zone difficili da presidiare.
Il malcontento, del resto, non nasce con gli ultimi fatti. Nei mesi scorsi la gestione della movida era già stata affrontata dal comitato dei residenti, successivamente confluito nell’associazione “Dialoghi in Corso”, presieduta dall’ex dirigente scolastico Massimo Di Paolo e forte di oltre 250 adesioni.
L’associazione aveva elaborato anche una carta etica per una movida sostenibile, rivolta a residenti, esercenti, frequentatori del centro e amministrazione comunale. Tra le proposte figuravano un maggiore impegno contro il degrado urbano e regole specifiche per le attività e per il cosiddetto popolo della notte, dalla gestione degli orari della musica all’utilizzo dei contenitori di vetro.


