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ORSA AMARENA: OTTAVA UDIENZA A RISCHIO RINVIO PER SCIOPERO AVVOCATI

Domani ad Avezzano nuova tappa del procedimento contro Andrea Leombruni. Appennino Ecosistema: «Diamo voce agli animali, alle piante e all’intero ecosistema»

AVEZZANO – È fissata per domani, 25 settembre, alle 10, davanti al Tribunale di Avezzano, l’ottava udienza predibattimentale del procedimento a carico di Andrea Leombruni per l’uccisione dell’orsa Amarena, avvenuta il primo settembre 2023 a San Benedetto dei Marsi.

Sulla celebrazione dell’udienza pesa però la possibilità di un nuovo rinvio a causa dello sciopero degli avvocati penalisti, che hanno proclamato l’astensione dalle udienze dal 23 al 29 settembre.

Nel procedimento sarà presente come parte civile anche l’associazione Appennino Ecosistema, rappresentata dall’avvocata Chiara Tozzoli, insieme agli altri 24 soggetti ammessi dal giudice nell’udienza dello scorso 5 giugno.

«La forza della costituzione di parte civile è rappresentare animali, piante ed ecosistemi, non i soci delle associazioni», afferma il presidente di Appennino Ecosistema, il giuri-ecologo Bruno Petriccione. «Ci ergiamo a tutori della fauna selvatica e degli ecosistemi, perché il danno arrecato dall’accaduto non riguarda soltanto la nostra associazione, ma gli animali, le piante e l’ecosistema nel suo complesso. Noi parliamo a nome di chi non può farlo».

Appennino Ecosistema fa parte della Global Alliance for the Rights of Nature, rete internazionale che riunisce esperti, associazioni e istituzioni impegnati nel riconoscimento dei diritti della natura.

L’associazione intende proporsi come tutore degli interessi dell’orso bruno marsicano e dell’ecosistema appenninico, richiamando anche la riforma costituzionale del 2022, che ha introdotto tra i principi fondamentali la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi.

Se l’udienza sarà regolarmente celebrata, il giudice potrebbe fissare la data di apertura del dibattimento.

Il procedimento è già stato segnato da diversi problemi di carattere procedurale, che hanno determinato rallentamenti e rinvii a partire dal dicembre 2024.

L’eventuale adesione dei difensori all’astensione proclamata dai penalisti potrebbe quindi allungare ulteriormente i tempi del processo.

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